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Scoperte a Bari le disfunzioni che causano la parente "ottica" della sclerosi multipla Stampa l'articolo
Scritto da Administrator   
Martedì 30 Marzo 2010 08:21
La Repubblica - Affari & Finanza del 29-03-2010

BARI
. C'è chi promette di sconfiggere il cancro in una legislatura e chi invece, senza gettare fumo negli occhi, crede davvero nella ricerca scientifica, vi investe risorse ed energie e lavora per offrire speranze il più possibile fondate.
Un piccolo grande esempio viene dalla Puglia dove sono stati scoperti i segreti dell’Acquaporina4, la proteina al centro del complesso meccanismo che scatena la neuromielite ottica, una delle patologie più invalidanti tra quelle che colpiscono la mielina (il rivestimento protettivo dei nervi), parente della sclerosi multipla e spesso confusa con questa.
La ricerca, effettuata da un team di ricercatori delle facoltà di Scienze Biotecnologiche, Medicina e Farmacia dell'Università di Bari, con la collaborazione della MerckSerono (specializzata nel trattamento della sclerosi multipla) e dell’ApuliaBiotech (una spinoff accademica nel campo delle biotecnologie) è stata resa possibile dai fondi per la ricerca scientifica della Regione Puglia, che ha partecipato con 790mila euro al milione e 130mila totali.
La scoperta si è meritata la copertina del Journal of Biological Chemistry, e una serie di articoli da Neuroscience al New England Journal of Medicine. 
«La risonanza di queste scoperte dimostra quanto sia strategicamente valido l'investimento nella ricerca», afferma Loredana Capone, assessore allo sviluppo della Regione Puglia.
«Noi abbiamo destinato in cinque anni 1732 milioni alle imprese e al sistema scientifico pubblico per la ricerca e l’innovazione, per un totale di 53 progetti strategici, 112 progetti esplorativi, 148 progett i di ricerca industriale, 19 reti di laboratori pubblici. Tutto questo ha reso possibile l’assunzione di 170 ricercatori».
La neuromielite ottica, o morbo di Devic, è una malattia rara di origine autoimmune, che colpisce il sistema nervoso centrale, in particolare la mielina che riveste il nervo ottico e il midollo spinale.
La neurite (ossia l'infiammazione) ottica che ne deriva è spesso bilaterale e può comportare cecità e accompagnarsi ad altri sintomi a causa dell'interessamento del midollo spinale, tra cui senso di debolezza o paralisi a gambe o braccia, perdita di sensibilità e disfunzioni della vescica e dell'intestino.
Gli attacchi da neuromielite sono più gravi di quanto non accada nella sclerosi multipla. Il rischio maggiore è un grave danno al midollo spinale superiore che può condurre alla impossibilità di respirare, il che può essere fatale.
L’Acquaporina4 è tecnicamente una proteina che veicola l’acqua di cui hanno bisogno le cellule di supporto del sistema nervoso, e il suo ruolo nell’insorgenza del male era oscuro fino agli studi dell’Università pugliese.
«Ora vogliamo approntare dei kit diagnostici ad alta sensibilità e specificità» spiega Maria Svelto, responsabile scientifico del Dipartimento di Fisiologia e coordinatrice del progetto «e individuare molecole di potenziale uso terapeutico in grado di interagire con l'Acquaporina».

Stefania Martani