Per Lorella... e per tutti - Considerazioni sull'articolo di Lorella Vezza Stampa l'articolo
Scritto da Michele Lastilla   
Venerdì 02 Aprile 2010 13:45

Carissima Lorella, ho letto con molto interesse il tuo articolo, le tue considerazioni e la carta dei diritti delle persone con autismo che tu hai voluto offrire e sottoporre alla considerazione di tutti noi.

Mi ha fatto molto piacere vederti presente e che sei intervenuta molto opportunamente su un tema della cui gravità  e urgenza si legge bene da quanto hai scritto.
Questo dovrebbe impegnare di più tutti, e in primo luogo noi persone con disabilità, a essere protagonisti di noi stessi, della nostra vita, dei nostri diritti.
Il tuo contributo mi offre l'occasione per svolgere ancora, sì ancora e per l'ennesima volta, alcune considerazioni sullo stato di noi persone con disabilità in una società come la nostra.
Al primo posto fra le finalità del Movimento Rinnovamento Democratico sta un principio che sono costretto a ripetere all'infinito, perchè si riferisce a un cambiamento radicale a 360 gradi del modo di considerare le persone con disabilità, la politica intorno alla disabilità, l'immaginifico collettivo intorno ad essa.
Il nostro movimento, che ha  come linee guida  la Convenzione dell'ONU sui diritti delle persone con disabilità, ritiene che si deve aprire dentro la società un circuito capace di attuare concretamente uno scambio continuo fra i cittadini con disabilità e quelli non disabili al fine di fare della disabilità una questione sociale e generale che coinvolga tutti.
Perchè questo avvenga, è necessario un cambiamento a 360 gradi della mentalità e del modo di fare politica della disabilità.
Finora il mondo delle persone disabili è stato come sospeso in un limbo del quale e nel quale è  delegato tutto alla gestione delle associazioni. Sono queste ultime che si relazionano con il mondo dei servizi e della politica.
I disabili, insomma, sono nascosti, invisibili con tutti i loro problemi.
Le associazioni, quindi, vanno spesso ben oltre il ruolo di rappresentanza, ritenendosi l'universo della disabilità.
Questo ha fatto sì che la società si disinteressasse della questione e che considerasse la disabilità unicamente come problema della persona colpita direttamente.
Si è creato come un diaframma che ha diviso la collettività in due mondi, spesso incomunicabili e comunque non collegati fra loro.
Il risultato è stato che delle persone con disabilità si occupano solo le associazioni e che di loro non si parlasse, come non si trova traccia nei programmi dei candidati alle elezioni di qualsiasi tipo, nei programmi dei partiti, nei comizi, nelle piazze dove si va a manifestare.
Non ne parla neppure il movimento del popolo viola, non ne parla la stampa e i mass media in generale  con la conseguenza  che non se ne parla a nessun livello nella società, emarginando di fatto le persone disabili e le loro famiglie.
E' un compito difficile che il nostro movimento si è dato. Ma, siamo convintissimi che senza una rinnovata idea della disabilità e senza una rinnovata e totale idea intorno ai diritti delle persone con disabilità, ogni intervento sociale, ogni erogazione di servizio sono  destinati a essere considerati diretti unicamente a un ristretto gruppo sociale e quindi speciale ed emarginato dal contesto della collettività.
Però questa inversione di rotta non potrà esserci se non a seguito di una rinnovata mentalità sulla disabilità che deve divenire questione  di tutta la collettività.
Siamo altresì convinti che questo cambiamento non potrà avvenire senza il contributo diretto e costante delle stesse persone interessate.
Queste ultime devono convincersi che devono scendere in campo direttamente in prima persona  e con le loro famiglie.
Devono comprendere che si devono adoperare per coinvolgere amici, parenti, colleghi di lavoro, insomma i cittadini, per far capire che la disabilità è problema che può riguardare direttamente anche loro sia pure temporaneamente per varie ragioni.
Devono far comprendere che intorno alla disabilità vengono spese risorse che appartengono a tuta la collettività e che quindi è interesse di tutti far sì che non vi siano sprechi, per evitare tagli e cattiva gestione delle risorse.
La questione sociale deve appartenere alla intera società, considerato il fatto che la fascia delle persone della terza età è in continuo allargamento e che con la terza età anche i problemi di salute, della autonomia, della mobilità, della vita indipendente, si fanno più presenti e pressanti.
Insomma, i disabili da soggetti passivi e ricettori, pur rimanendo nelle associazioni,  devono divenire persone attive e artefici  della qualità della loro vita.
Basta con la delega in bianco.
Sono essi e non le associazioni soltanto che devono lottare per la tutela e la affermazione dei loro diritti.
Questo lo si fa molto meglio organizzandosi in movimenti che sono organizzazioni a partecipazione diretta e dal basso. Tramite essi si possono stimolare e pungolare le associazioni.
Per questo il nostro movimento è organizzazione di non solo disabili e loro famiglie e  per questo chiediamo la adesione di tutti i cittadini solidali.
Perchè la nostra azione possa avere successo, occorre  sensibilizzare la stampa, i partiti politici, le forze sociali il mondo della cultura. Il compito non è facile poichè, come ho già detto, tutti sono convinti che tanto i disabili hanno le loro associazioni e quindi si arrangino.
Non hanno capito che così facendo, disinteressandosene, fanno in modo che le associazioni sguazzino a loro piacimento nel mare del finanziamento pubblico che non è poca cosa e che operino in regime di monopolio, facendo leva sull'immaginario collettivo del disabile poverino e bisognoso di aiuto e di pietà cristiana.
Questo atteggiamento ha fatto sì che le associazioni più forti si siano chiuse a riccio non permettendo vera trasparenza dei loro bilanci e  pretendendo di avere la rappresentanza esclusiva degli interessi delle persone  disabili.
Noi siamo per il superamento di questa logica.
Vogliamo che la si smetta con questa pretesa di monopolio da parte di grosse associazioni perchè è ora ormai che venga riconosciuto il principio di uguaglianza di tutte le associazioni e movimenti che operano attivamente  e proficuamente nell'abmito della disabilità.
Non si può consentire che alcune associazioni appartenenti una volta al parastato e che  ora non sono più di diritto pubblico continuino a comportarsi come se lo fossero  con abuso e contravvenendo alla legge e alla loro attuale natura giuridica.
Potrei  continuare a lungo sulla uguaglianza del diritto di rappresentanza ma lo faremo nelle sedi opportune perchè la musica cambi e la Costituzione repubblicana sia anche per questo aspetto rispettata e applicata.
 
Art. 3.
...È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. 
 
Art. 18.
I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale....
 
Art. 49.
Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale...
 
Per tutte queste ragioni, noi chiediamo a ciascuno di voi di far aderire al Movimento Rinnovamento Democratico e alle sue liste i vostri amici, per dare più voce ai nostri diritti.
Questa è la ragione che ci induce a chiedere il vostro personale e diretto impegno per contribuire nella non facile e durissima impresa di operare per una nuova mentalità intorno alla questione della disabilità alle persone direttamente interessate.