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Amnesty International 
IO PRETENDO DIGNITÀ
Quanto spazio, una volta ancora, ai «falsi invalidi»! E la disabilità? Stampa l'articolo
Scritto da Michele Lastilla   
Martedì 13 Aprile 2010 12:31
Quanto scritto dalla amica  Nadia da me qui riportato, mi trova totalmente d'accordo.
Più volte ho richiamato l'attenzione su come viene vista oggi la disabilità dai mass media e dai partiti politici. 
Ho insistito sulla necessità che siano  le persone disabili in primo luogo a dover scendere in campo per affermare i loro diritti e per tutelarli, smettendo di delegare le grandi associazioni che  hanno precise responsabilità sul mancato ruolo attivo dei disabili, sulla incapacità di evolversi rispetto alla società che cambia rapidamente.
Se anche trasmissioni come quella di Santoro e giornalisti come lui cadono nella rete di false rappresentazioni della realtà dei disabili, se, insomma, si crede che i disabili provono piacere nel notare come si giochi sulla vera disabilità, siamo ormai in presenza di indicatori importanti del livello di degrado raggiunto nella società.
Se siamo giunti a dare la sensazione che la responsabilità di quanto accade intorno all'accertamento della disabilità è colpa di chi è davvero disabile, allora siamo di fronte a una gravissima mistificazione della realtà.
Noi siamo danneggiati  da come viene letta la situazione intorno all'accertamento della disabilità.
Possibile che non si riesce a comprendere che questa è stata usata come voto di scambio dai politici? 
Possibile che chi opera contro gli interessi dello Stato, alcuni medici, rappresentanti delle associazioni e patronati l'abbiano sempre fatta franca?
Chi ha salvato costoro se non certi personaggi e santuari della politica?
Ma sapete che nelle campagne del sud la Democrazia Cristiana, un tempo con le sue appendici sindacali e oggi altre forze che l'hanno sostituita, fanno della disabilità un vero e proprio mercato del voto? 
Sapete che nelle campagne una altissima percentuale di popolazione è dichiaratamente disabile?
Sapete che la pensione di disabilità e le indennità afferenti sono state usate e sono usate come risposta alla disoccupazione?
Sapete che diffusamente nelle campagne  moltissimi figurano braccianti che lavorano nel podere del vicino?
Ma lo sapete che tutto ciò è falso e fa parte di una prassi politica per rastrellare voti?
Allora caro Santoro e tutti, avvicinatevi alla disabilità con molta umiltà riconoscendo la vostra totale ignoranza. 
Riconosco che la responsabilità è in gran parte di noi stessi disabili che abbiamo voluto legarci mani e piedi alle associazioni che sono le uniche ancora oggi a trattare le problematiche della disabilità dando spesso la sensazione che si faccia merce di scambio per ottenere finanziamenti pubblici o per rafforzare il preteso ruolo di uniche rappresentanti degli interessi delle persone con disaiblità.
Sapete che quando ci presentiamo ai politici la prima cosa che ci chiedono è quante tessere portiamo?
Chiediamo a Santoro che ci legge di correggere quanto detto.
Pretendiamo l'obbiettività.
Da loro e da noi un ruolo più attivo nella società con gli altri e in mezzo agli altri cittadini.
Per questo sono stato con altri amici fondatore di Rinnovamento Democratico, movimento di disabili, loro famiglie, cittadini solidali, per i diritti, le pari opportunità per il rinnovamento e la democrazia.
Il nostro movimento ha come principale finalità, sollecitare il ruolo attivo dei disabili che devono divenire protagonisti attivi sollecitando la solidarietà vera  dei cittadini.
Noi riteniamo, infatti, che è ora di considerare la disabilità come questione sociale che interessa tutti per molteplici ragioni.
 
Quanto spazio, una volta ancora, ai «falsi invalidi»! E la disabilità?
(di Nadia D'Arco)

Nadia,  a proposito della trasmissione di Michele Santoro andata in onda l'8 aprile scorso, scrive:

Sono rimasta letteralmente esterrefatta di come si sia preso a pretesto il discorso dei "falsi invalidi", per presentarlo come "il male di tutti i mali del dissesto finanziario italiano", al punto che l'autore del libro sul federalismo (di cui non ricordo il nome [presumibilmente il sociologo Luca Ricolfi, autore del libro Il sacco del Nord, N.d.R.]) ha dichiarato che con i soldi dei falsi invalidi «ci apriamo degli asili nido», rintuzzato dall'imprenditore Diego Della Valle il quale ha sostenuto invece che «con i fondi dati a chi presta assistenza ai disabili si aiutano le imprese», mentre, dulcis in fundo, il ministro Tremonti ha affermato che «si risanano i bilanci dello Stato».

Noi persone con disabilità e familiari di persone con disabilità protestiamo a questo punto anche con Michele Santoro - che pure ha brevissimamente accennato, non ascoltato, alle condizioni di grave disagio in cui vertono i disabili in italia - per non avere stoppato simili iniquità, tra l'altro non contestualizzate.
In realtà il problema dei "falsi invalidi" viene riproposto sistematicamente e scandalisticamente senza distinguere ciò che è un'iniquità e una truffa congegnata per lo più con la complicità di medici e amministratori che non finiscono mai in galera e che nulla hanno a che fare con le condizioni di disagio, solitudine e mancanza di sostegno e aiuto vissute dalle vere persone con disabilità.
Anche tra noi disabili e famiglie ci sono familiari cassintegrati e disoccupati, anche tra noi ci sono disabili che non riescono a trovare lavoro e nemmeno nelle "coop sociali", eppure questi signori non ci pensano troppo a "sputtanare" tutta la nostra categoria, senza mai dimenticare che si dovrebbe finalmente, una volta per tutte, avviare semplicemente un sistema di controllo vero sugli abusi che i soliti "furbi" attuano sulla nostra pelle.

Ultimo, ma non ultimo, si dovrebbe sempre ricordare che le problematiche delle persone anziane non autosufficienti - che diventano tali verso la fine della loro vita - sono completamente diverse da quelle delle persone con disabilità e invece, per comodità, esse vengono sempre accomunate, ciò che alla fine porta a non risolvere alcuna di quelle diverse esigenze.

(Nadia D'Arco è Presidente del Comitato Regione Emilia Romagna Familiari Gravi e Gravissimi)