E se ci nutrissimo di passione civile? Stampa l'articolo
Scritto da Michele Lastilla   
Martedì 11 Maggio 2010 11:26
Cari amici, da tempo scrivo richiamando l'attenzione sulla condizione delle persone con disabilità oggi in Italia.
Tutti sappiamo che a causa della crisi economica, ma anche per precise scelte politiche di campo da parte di un governo, peraltro impegnato attorno a vicende personali del premier e di suoi amici, collaboratori e ministri, tagli continui e pesanti vengono operati nel welfaree in particolare sui diritti delle persone con disabilità.
Alcuni di noi, dando vita a Rinnovamento Democratico (Movimento di disabili, loro famiglie, cittadini con loro solidali, per i diritti, le pari opportunità, il rinnovamento e la democrazia), hanno inteso stimolare la diretta partecipazione delle persone disabili e delle loro famiglie nella tutela e affermazione dei diritti, scendendo in campo nella società in prima persona.

Si tratta di un fatto nuovo, di un modo nuovo per rappresentare le nostre esigenze, che racchiude altre finalità di non secondaria importanza.
Finora, da quasi un secolo, la difesa degli interessi delle persone con disabilità era esclusivo compito delle associazioni a cui venivano fornite deleghe in bianco.
Ora, fermo restando la validità di alcune associazioni, i disabili escono dal recinto in cui sono stati tenuti da un secolo e diventano protagonisti, visibili, attori del loro destino, facendo conoscere alla cittadinanza i loro problemi, le loro capacità, le loro risorse.
In questo modo si opera concretamente per l'abbattimento di pregiudizi ancora fortemente diffusi fra la gente.

Un'altra finalità che la presenza di Rinnovamento Democratico, come movimento, racchiude in sè, è il coinvolgimento diretto dei cittadini che vengono sollecitati e chiamati a manifestare concretamente la loro solidarietà con chi ha ancora molti diritti negati e solidarizzare anche per una migliore gestione delle risorse ecomomiche che appartengono alla intera collettività.

Un'altra conseguenza è che finalmente tutti si rendono conto che la disabilità non è una condizione che riguarda solo i diretti interessati di oggi ma tutti, indistintamente, anche perchè chiunque con essa prima o poi è chiamato a fare i conti.

Queste finalità, però, non si possono raggiungere se tutti noi disabili non ci convinciamo che è tempo di non firmare più deleghe in bianco, divenendo così attori principali del nostro destino e dei nostri diritti.

E' sotto gli occhi di tutti che le associazioni non hanno sempre e soltanto operato nell'interesse dei loro soci e che il finanziamento pubblico rastrellato non è stato speso unicamente per garantire servizi agli iscritti.
Spesso per ragioni di opportunità politiche, alcune associazioni hanno deviato dalla strada maestra finendo in collusioni di carattere elettorale o altro.

Dobbiamo essere noi con strumenti al di fuori delle associazioni a vigilare su ciò che fanno le amministrazioni e sulle politiche delle associazioni.

Per fare questo, per divenire protagonisti nella società fra gli altri e come tutti gli altri che lottano per i propri diritti, occorre fornirci di un motore che si chiama passione.

Se non siamo spinti dalla passione civile, dalla volontà di contare e di fare per noi in prima persona, continueremo a stare nei recinti che gli altri creano attorno a noi.
Continueremo ad essere soggetti passivi che al massimo giungono a scacciarsi ditorno le mosche che ci molestano, senza però
reagire veramente per contare e esser fra gli altri per diventare soggetti attivi e artefici del nostro presente e futuro.

Dobbiamo convincerci di una verità inconfutabile.
Se, nella società attuale, non diventiamo protagonisti e non vigiliamo sui nostri bisogni e su quanto accade attorno a noi, continueremo a vivere ai margini del consorzio civile e a piagnucolare scacciandoci al massimo le mosche ma senza che nulla cambi.

Il nostro movimento invita tutti, perciò, a dotarsi e nutrirsi di passione civile, l'unica che potrà farci divenire attori. Provateci. Vedrete che vi sentirete più appagati e quella passione procurerà in voi il piacere di contare di più.

La passione civile rende vivi, ci fa innamorare della voglia di fare.
E' un nostro dovere non essere soggetti passivi.

Michele Lastilla
(Coordinatore MRD)