Come rispondere alla politica sociale attuale? Stampa l'articolo
Scritto da Michele Lastilla   
Martedì 11 Maggio 2010 13:50
La situazione attuale italiana e l'avvento del berlusconismo hanno messo in crisi i tradizionali modi di rappresentare, tutelare e promuovere gli interessi e i diritti dei lavoratori, dei cittadini disabili compresi.

Fino agli anni 90 i sindacati e le forze politiche erano in grado di promuovere iniziative con grande partecipazione di popolo per difendere i diritti sociali e portavano in piazza milioni di persone.
Da un po' di anni questa capacità di mobilitare e di chiamare a raccolta la gente sembra essersi esaurita.
Un esempio è costituito da nuove forme disperate di protesta che porta gli individui singolarmente o in piccoli gruppi a inscenare forme di lotta estrema come salire sui tetti, farsi oscillare a decine di metri da terra nei cestelli delle gru, minacciare di darsi fuoco, scioperi della fame, eccetera.

Tutto ciò è un pericoloso segnale di sfiducia da parte della gente e di incapacità di rappresentarne i bisogni da parte di organizzazioni che fino a ieri erano uniche e indiscusse deputate a farlo.

La crisi di rappresentanza non lascia immuni le associazioni dei disabili.
Anch'esse annaspano e si arrampicano sugli specchi.
Il fatto gravissimo è che sembrano non accorgersene della loro impotenza e che continuino a chiedere, vedi l'unione ciechi, danaro pubblico ad uno stato dalle casse ormai esangui.
Questo suo modo di fare evidenzia un altro gravissimo problema: l'incapacità di comprendere la realtà in cui siamo immersi, continuando ad agire come se tutto fosse fermo agli anni 70.

Il berlusconismo e le attuali politiche sociali di un governo per cui contano solo i mercati, impongono un nuovo modo di rappresentare i bisogni dei disabili con nuove forme di lotta finora mai praticate.
Insomma, al pesante e totale silenzio e sordità delle istituzioni occorre dare risposte forti mettendo in campo incisive iniziative di lotta.

Il nostro movimento, infatti, ritiene che occorre affiancare alle tradizionali azioni, forme più incisive di lotta capaci di indurre gli enti pubblici e privati al rispetto della legge ricorrendo anche a denunce e a manifestazioni di protesta forti.
Siamo convinti che se non si danno risposte decise a pesanti silenzi e a totale sordità, continuando con le sole tradizionali blande forme di rivendicazione, non si andrà da nessuna parte.
Per questo, Rinnovamento Democratico passerà a forme di lotta più incisive quando necessario, perchè non si può continuare a elargire carezze quando si ricevono pugni e calci nel sedere e totale indifferenza.
Per questo il nostro movimento diventerà sempre di più organizzazione propositiva.
Per questo invitiamo tutti i disabili e le loro famiglie a prendere atto del nuovo clima politico e sociale del paese e a unirsi a noi per non continuare a subire e ricevere risposte dilatorie che sanno di giochini al rinvio e di presa per i fondelli negando i nostri diritti.
Alla politica che ci condanna ai margini della società, dobbiamo rispondere con la forza della civiltà, ma con maggiore determinazione e maggiore incisività.

Cari disabili e cittadini solidali, per non soccombere dobbiamo scendere in campo in prima persona e dimostrare che non siamo individui inerti, come qualche associazione ha fatto credere all'opinione pubblica con la retorica dei poveri ciechi che vivono nel chiuso delle loro case vittime del dolore che li rende incapaci di partecipare alla lotta per la affermazione dei loro
diritti.

Guidati dalla forza della passione civile, facciamo sentire la nostra voce e dimostriamo la nostra grande determinazione.