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Amnesty International 
IO PRETENDO DIGNITÀ
Welfare a tinte fosche ed esigenze di cambiamento Stampa l'articolo
Scritto da Administrator   
Domenica 24 Ottobre 2010 11:55
La situazione descritta dalla CEI, qui riportata, peraltro già conosciuta da noi in modo diretto, impone alle associazioni, ai movimenti, alle forze politiche e sociali  un confronto su come affrontare una realtà sempre più difficile non solo per le persone con disabilità. 
Una situazione che compromette le conquiste sociali raggiunte, che nega i diritti civili fondamentali come quelli che riguardano la vita indipendente, l'autonomia, la mobilità, l'istruzione, il lavoro delle persone con difficoltà, con quali idee, progetti e strumenti si affronta?
Questa realtà difficile richiede un cambiamento radicale degli strumenti e nuove idee per far fronte ad un welfare profondamente diverso da quello conosciuto.
Occorrono nuove strategie, nuove proposte, una nuova politica tutta rivolta ai servizi, accantonando definitivamente la concezione della disabilità come danno da risarcire, regalando un pugno di danaro alle persone e ingrassando con lauti finanziamenti pubblici  alcune associazioni.
I tempi richiedono che le scarse risorse siano tutte impiegate alla erogazione di servizi per affermare il diritto al lavoro, alla istruzione, alla vita indipendente.
Vorremmo conoscere dal mondo dell'associazionismo, proposte serie su come disegnare una nuova politica sociale nel solco di quanto viene espresso nella convenzione dell'ONU sui diritti delle persone con disabilità. Vorremmo conoscere  seri progetti dalle associazioni dei disabili per affrontare una situazione che non è più quella di prima.
Il mondo è profondamente cambiato e con esso le politiche sociali.
Il problema serio è che le associazioni non sono cambiate. Insomma,  hanno dato prova di saper rinnovarsi? Sono in grado di affrontare una realtà sociale che nel nostro paese rimane confusa e priva di progetti seri in grado di ridisegnare davvero un nuovo welfare, che non può essere quello di rispondere alle esigenze delle persone  semplicisticamente e crudelmente con i tagli perchè incapaci di  una nuova politica economica fondata sugli investimenti? Le associazioni hanno uomini pronti ad affrontare il nuovo? E con quali strumenti diversi da quelli  tradizionali legati all'assistenzialismo delle associazioni ancor prima delle persone con disabilità?
Insomma, le associazioni devono smettere di chiedere assistenza e sostegno finanziario prima di tutto per loro e se avanza per i disabili.
Sono capaci di inventare seriamente iniziative per autofinanziarsi? Vogliono praticare l'autofinanziamento abbandonando la via, ora non più facile, di ottenere finanziamenti a pioggia dallo Stato?   
La realtà italiana, in particolare, impone una analisi seria a tutte le organizzazioni del settore. Una analisi che deve essere fatta non chiudendosi in sè stesse in una logica di monopolio, ma aprendosi al confronto con tutti anche con chi è lontano dalle proprie posizioni.
Si discute di questo nelle massime assisi delle associazioni? Sono aperte al mondo dell'associazionismo? Sono occasioni di confronto e incontro anche con chi non è sulle loro posizioni?  
 
Questo coraggio da parte delle associazioni esiste?
A noi sembra proprio di no. 

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(ASCA) - Roma, 23 ott - Il quotidiano della Cei Avvenire lancia l'allarme per i tagli al welfare previsti dalla legge di stabilita' finanziaria per il 2011.
''Ancora tagli. Spesa sociale al lumicino'', questo il titolo in prima pagina di Avvenire, che dedica alla situazione vari servizi. In particolare si sottolinea: ''Fondo per la non autosufficienza azzerato, social card praticamente accantonata, risorse per la ricerca nel settore sanitario pubblico ridotte dell'80%, quelle della Presidenza del Consiglio dei ministri per le politiche a sostegno della gioventu' dimezzate'', queste le ''dolentissime note'' che arrivano dalla Camera, accanto a riduzioni di spesa anche per ricerca, prevenzione ed edilizia.