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Amnesty International 
IO PRETENDO DIGNITÀ
Dove siamo e dove stiamo andando Stampa l'articolo
Scritto da Michele Lastilla   
Sabato 16 Aprile 2011 22:02
Cari amici,
il Movimento disabili Rinnovamento Democratico  ha le sue origini dalla constatazione che ormai ci si stava avviando verso un regime e che in questa marcia molti diritti fondamentali dell'uomo, quelli che definiamo diritti civili ed umani sarebbero stati sepolti al passaggio del rullo compressore della macchina di regime. Ci siamo chiesti se si poteva rimanere inerti e finire anche noi disabili sotto i cingoli di questa macchina che stava abbattendo e sradicando i diritti per seppellirli, schiacciandoli con un rullo compressore sotto terra.
Sì perchè, a mio modo di vedere, non siamo fuori della democrazia intesa come sistema in cui i cittadini sono lasciati liberi di fare o non fare. Siamo a una democrazia che nella sostanza non c'e' più. Esiste solo come forma illusoria da far bere al popolo.
Ora siamo ad una democrazia  in cui chi riceve il consenso popolare ritiene di essere stato investito di una libertà del fare e del disfare che è illimitata.
 
Potremmo discutere a lungo su questa forma di governo a democrazia ibrida, come se fossimo di fronte a un  frullato di frutta mista.
Ma, qui dobbiamo arrivare al dunque per non tediare chi legge.
 
Andando quindi alla sostanza del mio discorso, mi piace ragionare un attimo sulla democrazia vera, quella che è il contrario di quella che stiamo forzatamente vivendo in questo paese e forse molti inconsapevolmente, perchè la maggioranza è convinta che siamo in democrazia, che è giusto che chi ottiene la maggioranza dei voti possa fare e disfare con la classe politica che egli si sceglie. Insomma siamo a una visione zoppa della democrazia in cui il capo di una maggioranza ritiene di fare del potere ciò che vuole per effetto del consenso popolare. Per questo nomina di fatto i parlamentari, sì perchè questo è il porcellum, nomina i ministri che il presidente della repubblica convalida, e dovrebbe invece essere il contrario, perchè è il presidente della repubblica che nomina il governo. Il capo pretende di nominare i giudici e infine si crea la immunità e la ingiudicabilità, si pone, insomma, al di sopra e al di fuori della legge e al di sopra di tutti.
 
Democrazia, se riflettete è ben altra cosa e proviamo a rovesciare i termini del ragionamento precedente.
Chi comanda o governa, deve obbedire.
Deve rispettare le leggi che in democrazia sono le regole a cui tutti, dico tutti, devono essere sottoposti e che da tutti devono essere rispettate.
Rispetta la divisione dei poteri, quello giudiziario, quello legislativo, cioè il parlamento. Deve rispettare la Costituzione che è il  prodotto non di una minoranza o di una maggioranza, ma di tutti.
Essa è scritta dal popolo attraverso esponenti della cultura, della politica di ogni parte essi facciano parte, dall'intero parlamento, da esponenti della economia, della scuola, della società civile, eccetera. Ad essa devono tutti obbedienza e prima di tutti devono obbedienza il capo dello stato, il capo del governo, i presidenti delle istituzioni. Da chi il popolo dovrebber ricevere esempi se non da costoro?
Insomma chi comanda deve comandare obbedendo. Siamo noi in una situazione simile?
Non siamo forse in una che è l'opposto?
 
Allora, volendo concludere senza concludere, ma sempre per non tediare chi legge.
Quando vado dicendo dalla nascita del Movimento disabili Rinnovamento Democratico che noi disabili, ma in definitiva tutti i cittadini, dobbiamo agire, cosa intendo dire in sostanza?
Intendo dire, partendo dalle considerazioni su quale democrazia è mai questa in cui viviamo, che noi popolo e noi disabili, quindi, dobbiamo esercitare il nostro ruolo che non è quello di prendere il potere ma di vigilare, di esercitare il controllo dal basso. Il controllo da parte del disabile, delle donne, dei giovani, degli studenti, dei senza lavoro, delle famiglie, dei senza diritti, eccetera.  Il nostro problema non è conquistare il potere ma controllare i poteri. E come controlliamo tutto ciò: partecipando, partecipando non delegando tutto ma controllando davvero anche colui a cui deleghiamo qualche nostra rappresentanza.
Noi vogliamo partecipare direttamente, vogliamo una democrazia partecipata. Insomma, tanto per rimanere nel nostro ambito, noi dobbiamo essere ascoltati quando il comune, la regione, il Parlamento progettano per noi. Vogliamo una progettazione partecipata quando si preparano servizi sociali per noi e per le famiglie dei disabili.
Ad esempio, se il comune deve eliminare le barriere architettoniche e rendere il territorio urbano e gli uffici pubblici fanno altrettanto, noi dobbiamo chiedere una progettazione partecipata, una progettazione che si faccia sentendo le esigenze e i problemi di chi li vive direttamente.
Non crediamo di pretendere  in questo modo l'impossibile. Che governino pure! ma che governino per noi e non contro di noi. Che facciano leggi per i cittadini e non per il capo o per i suoi cortigiani. Qui è il punto vero. Questo è quello che, a mio giudizio i cittadini dovrebbero capire e che le forze di opposizioni dovrebbero aiutare a capire.
Siamo di fronte a una grossa novità di questo tipo. Ma ce l'ha detto qualcuno? Ne ha mai parlato qualcuno? 
Noi dobbiamo partecipare quindi cari amici. Se non facciamo questo siamo finiti.
Noi dobbiamo controllare dal basso, controllare i nostri dirigenti e obbligarli a comandare obbedendo non a chiedere obbedienza e a trattarci come sudditi, come schiavi solo perchè hanno avuto la maggioranza dei voti.
Perciò cari amici disabili, cari cittadini con noi solidali partecipate, aderite al nostro movimento come strumento di controllo e di partecipazione democratica.
Noi dobbiamo essere protagonisti. Lo sto dicendo da 3 anni.
Noi vogliamo lottare per i diritti, per la libertà nostra e di tutti, per una giustizia giusta, per la giustizia sociale.
Non state a guardare e scrollare spalle. E' in gioco il vostro presente e il vostro futuro. Il presente e il futuro delle nostre famiglie e di tutti noi e soprattutto dei giovani.