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Amnesty International 
IO PRETENDO DIGNITÀ
Lettera al Ministro Fornero Stampa l'articolo
Scritto da Michele Lastilla   
Domenica 29 Aprile 2012 15:30

All’attenzione del Ministro Fornero

 

OGGETTO:    Decisioni di grande valore sul piano umano e dei diritti civili

 

    Gentilissima Ministro Fornero, i disabili italiani e le loro famiglie sanno che per ragioni di spesa, in una logica di mercato, Lei e il governo state per realizzare quanto avete previsto nell'articolo 5 della legge n.214/2012, per cui collegherete la indennità di accompagnamento e altre provvidenze al reddito e rivedrete l'ISEE al fine di restringere la platea dei disabili che attualmente ne beneficia  nell'intento di ridurre l'intervento pubblico.

Noi, con la massima determinazione, continuiamo  a chiedere  di:

1)  lasciare immutata la concessione della indennità di accompagnamento, conquista di altissima civiltà, al solo titolo della minorazione;

2)   di non collegare all'ISEE provvidenze e interventi volti a favorire il processo di inclusione sociale, la vita indipendente, la salute, il diritto allo studio e al lavoro per le persone disabili con capacità fortemente ridotte e  che senza intervento pubblico non avrebbero possibilità alcuna di inclusione sociale;

3) rifinanziare il fondo per la non autosufficienza in modo adeguato ai bisogni indifferibili delle persone interessate.

   Gentilissima Ministro  se Lei e il governo vi ostinerete nell'attuare  il piano che traspare dal citato articolo 5, secollegherete i bisogni indifferibili e i diritti non negoziabili delle persone disabili all'ISEE e a logiche di puro mercato, avrete la responsabilità di riportare le persone con disabilità e le loro famiglie alle misere condizioni di vita degli anni cinquanta e non è azzardato paragonare questa vostra azione regressiva a una politica eugenetica a vantaggio esclusivo dei mercati anzicchè delle persone.

   Lei e il Presidente del Consiglio ricorderete le ragioni che furono addotte a sostegno della action T4.

Ecco alcune di quelle ragioni:

«La maggior parte di coloro con malattie e deficienze genetiche sono completamente incapaci di sopravvivere da soli. Non possono badare a se stessi ma devono essere presi in cura dalle istituzioni. Ciò costa allo stato enormi somme ogni anno. Il costo di cura per una persona geneticamente malata è otto volte superiore rispetto a quello di una persona normale. Un bambino che è un idiota costa quanto quattro o cinque bambini [sani]. Il costo per otto anni di istruzione normale è di circa 1.000 marchi. L'istruzione di un bambino sordo costa circa 20.000 marchi. In tutto il Reich tedesco spende circa 1.2 miliardi di marchi ogni anno per la cura ed il trattamento [medico] di cittadini con malattie genetiche".

 

Lungi da noi  l'idea che il governo si ispiri a una logica perversa di quel tipo, sta di fatto però che il rischio  del vostro piano di risanamento in materia di welfare della disabilità rigetterà, per ragioni economiche,  i  disabili a condizioni di vita grama e cancellerete  ogni garanzia, ogni loro conquista sociale,i diritti umani e civili  per la loro inclusione  negherete quanto prevede in tal senso la Costituzione repubblicana, la legislazione di grande valore in favore delle persone con disabilità e soprattutto vanificherete quanto sancisce la Convenzione dell'ONU sui diritti delle persone con disabilità, insomma la legislazione in favore delle persone disabili resterà inapplicata e inosservata.

Noi ci auguriamo che nel rispetto dell'equità,  le risorse per il risanamento sappiate trovarle altrove, il governo sa dove.         

Mortificare e penalizzare le condizioni di vita delle persone con disabilità non significherà per il governo scrivere una pagina di civiltà e non avrà nulla dei valori cristiani e del diritto di cui l'Italia è culla. 

 

 

 

Bari,   29/04/2012

 

 

IL COORDINATORE NAZIONALE

(Prof. Michele Lastilla)