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Amnesty International 
IO PRETENDO DIGNITÀ
Lettera inviata al Ministro Fornero Stampa l'articolo
Scritto da Administrator   
Sabato 07 Aprile 2012 11:14
Onorevole Ministro,
sono rappresentante di un'associazione a favore dei diversamente abili e portavoce di tutte le mamme con figli e familiari disabili.
Nonostante i Mass Media non ne hanno parlato, il 21 febbraio 2012 si è tenuta una manifestazione nazionale di protesta in Piazza Montecitorio a Roma, contro i provvedimenti e le leggi che mettono sostanzialmente a rischio tutte le provvidenze legate alla disabilità.
L'iniziativa è stata articolata su diverse forme di partecipazione: dalla presenza fisica delle persone con disabilità a Roma, alla stesura di una lettera, indirizzata proprio a LEI,  per coloro i quali non hanno potuto partecipare alla manifestazione.
La sottoscritta Pina Casalino, come Presidente dell' A.I.A.S, insieme ad alcuni membri del coordinamento, tra cui la Dott.ssa Giusi Mallia per il tramite degli organi di informazione, pone un quesito a LEI, Ministro del Lavoro e alle Politiche Sociali: se le persone dalle condizioni di vita difficili e portatrici di gravi disabilità, saranno privati della indennità di accompagnamento concessa al solo titolo della minorazione, se la disabilità, le pensioni di invalidità, la indennità di accompagnamento, l'assegno di cura, faranno reddito e se l'ISEE per il disabile sarà quello familiare e non personale, loro non potranno più curarsi.
Dovranno pagare tutto, non potranno avere l'assistenza domiciliare, non potranno avere una badante, saranno costretti agli arresti domiciliari, significherebbe riportare i disabili agli anni cinquanta.
Se LEI, Ministro Fornero, e il Governo tutto rimarrete insensibile a tali richieste, la responsabilità ricadrà esclusivamente sulle vostre scelte e sul Parlamento che le approverà.
Noi come associazione sosterremo i disabili, dicendo fortemente NO alla proposta del governo di cambiare l'attuale diritto d'indennità di accompagnamento (tra le più basse in Europa) che si percepisca.
Tali provvedimenti mettono a rischio le indennità di accompagnamento, le pensioni di invalidità e quelle dei ciechi civili e sordomuti, ma anche i servizi come l'assistenza domiciliare, la riabilitazione, la permanenza nei centri diurni, i trasporti agevolati, l'assistenza infermieristica, il sostegno scolastico, l'assegno sociale, l'assegno di cura, insomma, tutte quelle provvidenze legate alla disabilità. Chiedo a LEI, Ministro, che dall'articolo 5 della Legge 214/11 venga eliminata la parte relativa ai disabili; che l'indennità di accompagnamento venga ancora concessa al solo titolo della minorazione e sia considerata come un diritto inviolabile; che tutte le provvidenze relative alla disabilità siano tenute fuori dall'ISEE; che le spese dei servizi forniti alle persone con disabilità dal Sistema Sanitario Nazionale siano gratuite; che gli ausili per la mobilità, la comunicazione, e l'autonomia, per la vita indipendente, vengano forniti dallo Stato, con la compartecipazione agevolata da parte dell'interessato in base al reddito personale; che sia garantito il sostegno scolastico ed extrascolastico e il diritto al lavoro.
Per questo, insieme a loro, lotteremo ad oltranza contro lo sterminio, contro il negazionismo dei diritti dei disabili e contro la cancellazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità ratificata dall'Italia [Legge 18/09, N.d.R.].
Per concludere è bene anche ricordarle > la famosa legge 68/99 che in teoria, sicuramente, saprà bene ma in pratica, invece, sono poche le persone ai quali viene riconosciuto questo diritto. Questa legge è rivolta:
a) " alle persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e ai portatori di handicap intellettivo, che comportino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45 per cento .."
b) " alle persone invalide del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33 per cento ..."
c) " alle persone non vedenti (intendendo con questo termine i soggetti affetti da cecità assoluta o con un residuo visivo non superiore ad 1/10 da entrambi gli occhi) o sordomute (soggetti colpiti da sordità dalla nascita o prima dell'apprendimento della lingua parlata)..."
All'interno della legge 68/99 si fa strada il concetto del "collocamento mirato", intendendo con questa espressione l'inserimento lavorativo del disabile attraverso un'attenta valutazione delle capacità residue in relazione alla disabilità (a cura degli organismi sanitari competenti) e prevedendo, dove necessario, percorsi di formazione, stage e tutoraggio aziendali.
E' la considerazione della persona disabile come lavoratore a rappresentare l'aspetto più interessante della nuova legge: non si punta l'indice contro ciò che il soggetto non è in grado di fare, si analizza la sua abilità, quello che egli può produrre, si considera, in altre parole, prima di tutto la Persona, poi il suo handicap.
Il concetto di "collocamento mirato"  sul principio dell'uomo giusto al posto giusto, che anima la legge 68/99, rappresenta un importante e prezioso passo avanti verso un innegabile diritto (e dovere) di tutti i cittadini: quello al lavoro.
Caro Ministro Fornero, lotteremo per i nostri figli e per tutti coloro ai quali viene negato questo diritto.
È bene farLE sapere che come rappresentante del gruppo "diversamente abili", che giorno dopo giorno si arricchisce di nuovi membri, IO presidente dell' A.I.A.S, insieme ad alcuni membri del coordinamento, chiediamo un incontro con LEI, affinché venga riconosciuto un diritto tanto combattuto quanto diversificato.
Nell'attesa di una SUA risposta, le porgo i miei più cari saluti.

Presidente A.I.A.S
Pina Casalino Membri coordinamento
Dott.ssa Mallia Giusi