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Amnesty International 
IO PRETENDO DIGNITÀ
C'è bisogno di uno... cento... mille movimenti Stampa l'articolo
Scritto da Michele Lastilla   
Domenica 03 Gennaio 2010 01:00
Cari amici, sento sempre più forte il bisogno, oltre che il dovere come coordinatore del Movimento Rinnovamento Democratico, di lanciare segnali che invitino tutti noi disabili alla meditazione profonda, seria e preoccupata sullo stato attuale in cui ci troviamo.

Noi abbiamo costituito il Movimento Rinnovamento Democratico perchè abbiamo avvertito fra i primi che il vento stava cambiando e incominciava a soffiare contro di noi.
Ora, pare se ne stia accorgendo sempre più gente anche nelle associazioni che pure hanno gravissime responsabilità per quanto sta accadendoci.
Siamo in un Paese nel quale ormai il Premier quotidianamente attacca le istituzioni di garanzia. Questo comportamento autorizza i responsabili dei servizi, delle politiche sociali, perfino gli operatori di sportello comunale a trattare i cittadini sprezzantemente, non con spirito di servizio, ma con strafottenza, manifestando evidente segni di irritazione per averli disturbati.

I tagli operati da Tremonti in modo sfrontato, irrazionale, con noncuranza anche in materia di politiche sulla disabilità, si rivela come negazione di diritti che molti credevano di aver conquistato per sempre.
Ora è evidente a tutti che così non è. Nessuno lo può negare, nessuno può avere dubbi.
Quei tagli sono discriminazioni vere e proprie che si esercitano quotidianamente su di noi persone con disabilità e sulle nostre famiglie.

Siamo sulla difensiva ormai. Una difensiva solitaria. Nessuno si accorge di noi. La conferenza nazionale sulla disabilità, la giornata internazionale sulla disabilità, altre manifestazioni del genere sono state completamente ignorate dai mass media, impegnati a raccontarci le imprese del cavaliere da quelle più porche a quelle rivolte a salvarsi da inchieste giudiziarie,
sfuggendo ai processi, fregandosene del Parlamento, diventando sempre più diverso dai cittadini, da tutti noi.
Egli ha perso una delle prerogative di uno stato democratico: l'uguaglianza con gli altri cittadini e l'ugualianza come gli altri cittadini di fronte alla legge da cui si sottrae giorno dopo giorno.

Facile sanare il bilancio pubblico costruendo finanziarie che non garantiscano fondi per le non autosufficienze, per i disabili, per la sanità. Facile governare tagliando sulla povera gente e su di noi anzicchè sulla fascia dei privilegi sempre più forti garantiti a uno stuolo di cortigiani e personaggi del mondo della finanza.

Solo il Presidente della Repubblica il 3 dicembre ha pronunciato parole forti ma anche preoccupate per noi per coloro che volessero capire davvero e quindi agire. Il Presidente ha richiamato la nostra attenzione poi... sta a noi agire o farsi uccidere...
Ecco cosa ha detto Napolitano in quel giorno: ''In Italia - afferma - sono stati fatti passi importanti sull'inclusione. È necessario non tornare indietro. Mi auguro - ha concluso - che le istituzioni diano il proprio contributo, nel segno di quella solidarietà caratteristica del nostro Paese''». Tutto qui. Stop.

Cari amici, i soldi ci sono in questo Paese. Il fatto è che sono concentrati nelle mani e nelle tasche di pochi e ben conservati nelle banche svizzere e nei paradisi fiscali.

Si insiste nel voler costruire opere faraoniche in tempi di vacche magre, vedasi il ponte sullo stretto, e si taglia sulle politiche del welfare e delle disabilità.
Questo che due anni fa era un venticello è divenuto ora un tornado che ci soffia contro. Per questo ritengo che sempre di più noi dobbiamo divenire movimento diretto. Basta col silenzio, è ora di far sentire la nostra voce direttamente. E' ora di pretendere il diritto di parola e non delegarla esclusivamente ad altri.

Non abbiamo controllato l'operato delle associazioni di disabili e ci si è affidati completamente a loro.
I risultati si vedono.
I personaggi che dirigono quelle associazioni sono ormai stati conosciuti anche dai nostri nonni, visto che sono lì agli stessi posti da un trentennio.
I guasti della loro politica sono oggi evidenti. Si è trattato di una politica che ha visto i dirigenti accontentarsi di alcune conquiste che li ha gratificati e che ha fatto pensar loro di poter adagiarsi e dormire sugli allori, perchè tanto qualcosa alla base associativa l'avevano data e quindi potevano dormnire sugli allori e limitarsi a gestire l'ordinario lavoro di patronato di cui i soci dovevano accontentarsi e non rompere le palle.
Convinti di ciò, si sono battute unicamente per ottenere assistenza monetizzata, sapendo che i disabili erano sensibili al gruzzoletto. Le associazioni hanno pensato, quindi, ad assicurare un po' di moneta per molti disabili. Anche in questo, però, hanno operato malissimo, provocando forti sperequazioni e iniquità anche sul piano delle provvidenze economiche,
per molti disabili gravi, necessarie per vivere. Basti pensare, ad esempio, al pasticcio in merito al servizio civile volontario che garantisce il servizio a persone che lavorano e lo negano a quelle che vivono da sole e che sono prive di autonomia, non lavorano perchè non sono in grado.
Le associazioni hanno operato bene per il loro sostentamento, per accumulare patrimonio immobiliare e finanziario da spendere in piccolissima parte in favore degli associati.
Ora paghiamo le conseguenze di questa sciagurata politica associativa.

Ora è urgentissimo scendere direttamente in campo, personalmente e con le nostre famiglie. E' urgentissimo chiedere e pretendere il diritto di parola e non delegare più. Insomma è necessario un nostro ruolo diretto. Ciò lo si fa solo tramite i movimenti. Noi ne abbiamo uno che dovete far crescere, in cui dovete operare in modo attivo, secondo le vostre possibilità ma operare per quanto vi è possibile. Aderire al Movimento Rinnovamento Democratico non significa abbandonare le vostre associazioni, al contrario, per voi il Movimento diviene strumento per far sentire direttamente la vostra voce e stimolare le associazioni.

Avremo molti difetti ma un pregio lo dobbiamo difendere gelosamente: quello di aver capito l'aria che stavamo respirando e ci siamo alzati in piedi, pronti a lottare per la affermazione dei nostri diritti, sposando in toto i principi della convenzione dell'ONU, i diritti delle persone con disabilità e impegnandoci perchè le amministrazioni statali e locali sviluppino una nuova politica della disabilità fatta di servizi e di risposte concrete a reali bisogni che non si liquidano dando elemosine sotto foma di sussidi in danaro.

Fate aderire i vostri amici disabili che avete nelle altre liste e portate le nostre preoccupazioni anche in quelle liste dove magari si sta prevalentemente per passare un po' il tempo in chiacchiere. Ora c'e' una urgenza che mi sono sforzato di sottoporre alla attenzione di tutti.
Spero che non si irrida quella che non è più una mia preoccupazione ma sta diventando anche di altri e anche di coloro che finora pensavano che tutto era stato conquistato ab aeterno.

Insomma cari amici, quando l'aria diventa irrespirabile non ci si adegua.
Bisogna cambiarla.

La nostra indifferenza uccide i diritti.
L'indifferenza a ciò che decidono su di noi e per noi, uccide i diritti.