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Choc a Montecitorio, spunta una ghigliottina Stampa l'articolo
Scritto da Administrator   
Martedì 02 Marzo 2010 20:43
Dura protesta del comitato di Napoli. Interviene Fassino
Alunni disabili «giustiziati» in piazza dal boia
Corriere del Mezzogiorno del 25-02-2010

NAPOLI. A Roma, Montecitorio, passa anche la «ghigliottina» del comitato di genitori e insegnanti napoletani per i diritti degli alunni con disabilità, Tutti a Scuola.
Il particolare inquietante richiama in piazza diversi deputati, Rocco Buttiglione incontra Toni Nocchetti che coordina il drappello di genitori partenopei.
Tutti a Scuola ha già portato in piazza gabbie, aquiloni, ha utilizzato anche pubblicità aerea per richiamare l'attenzione sui tagli del personale scolastico che dovrebbe assistere i diversamente abili in classe.
Non è servito a molto. 

A livello locale è sempre la Regione a proporsi per sopperire alle mancanze del governo e con scarsi risultati, vista anche la direzione scolastica campana rimasta senza guida per ben due mesi, secondo i sindacati di categoria, per presunti accordi pre-elettorali che comunque hanno paralizzato il primo comprensorio d'Italia per platea scolastica.
Non a caso «L'ultimo taglio (la politica condanna i disabili)» è la sigla di accompagnamento della manifestazione che si è svolta ieri mattina nella piazza del Parlamento.
La ghigliottina alta quattro metri realizzata con l'associazione Disabilandia ha preso posto proprio davanti al palazzo e con tanto di boia con cappuccio e vesti nere, una coppia che, accompagnata dal rullo dei tamburi, è salita sul patibolo per «eseguire le condanne dei disabili» sotto lo sguardo incredulo di passanti, turisti e quello sensibilmente più impressionato dei politici.
Diversi parlamentari si sono anche avvicinati per annunciare ai iniziative legislative mirate. Tra questi, Buttiglione e Fassino.
Intanto la protesta è andata avanti.
Ogni esecuzione è stata preceduta dalla lettura di una sentenza di condanna alla pena capitale, che riassumeva i principali disagi riscontrati quotidianamente dai disabili e dai loro familiari: «In nome della politica italiana io ti condanno a non avere insegnanti di sostegno specializzati; a dirigenti scolastici e insegnanti incompetenti e non aggiornati; alle barriere architettoniche, che ti impediscono di frequentare la scuola. Ti condanno a non avere l'assistenza igienica; all'assenza di strutture in cui crescere. Infine, in nome della politica italiana, ti condanno a essere dimenticato. E dunque a non esserci più».
In piazza oltre un centinaio di napoletani con altri genitori, operatori sociali e volontari.
Qualcuno coi propri ragazzi al seguito, i «condannati» alla pena capitale, ha esposto striscioni e distribuito un volantino che spiega meglio le ragioni dell'iniziativa: «Un paese capovolto è un paese che ha smarrito le priorità, che non è in grado di assicurare assistenza e cure a chi ha bisogno. Sconcerta e indigna apprendere che ogni anno destiniamo a falsi invalidi civili oltre 1 miliardo di euro.
La ghigliottina? La sensazione di solitudine di chi vive la disabilità e la tentazione di farla finita convivono drammaticamente nei familiari dei disabili.
Questa protesta esprime un dolore enorme, racconta che la disabilità è una condizione seria che richiede consapevolezza e attenzione.
Ma in questo paese si può affermare che la scuola non riduce gli insegnanti di sostegno quando gli stessi sono ridotti da una finanziaria folle.
Il ministro Gelmini può emanare una circolare in cui rassicura che la presenza degli alunni disabili non supererà le 2 unità per classe e, quando da tutta Italia le si fa notare che non è vero, fa spallucce e riferisce che ormai l'anno scolastico è cominciato.
Dal prossimo anno gli alunni disabili come sempre cresceranno di circa 4000 unità e gli insegnanti saranno di meno.
Dovrebbe far riflettere che negli ultimi 5 anni i Tar suppliscono con ordinanze alle ore di sostegno che le famiglie richiedono.
Se a qualcuno avrà fatto impressione la ghigliottina forse, da oggi, potrà domandarsi cosa fare per evitare che la tentazione di utilizzarla insieme ai propri figli disabili divenga una realtà».
A Napoli sono 12.500 gli alunni disabili, in Campania 22.500.
La diagnosi di gravità (strumento di garanzia abrogato due anni or sono) riguarda l'80% dei disabili, il 90% sono disabili intellettivi.
In Campania, stimava Tutti a Scuola al 2009, sono 1300 in meno gli insegnanti di sostegno, 500 a Napoli, 495 a Salerno.