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Donne diversamente uguali
8 marzo - La storia dell'Udi Stampa l'articolo
Scritto da Administrator   
Lunedì 08 Marzo 2010 21:37
8 marzo - La storia dell'Udi, la maggiore organizzazione femminile del dopoguerra, raccontata dalla sua fondatrice, Marisa Rodano.
C'era una volta l'orgoglio, la lotta, la dignità: un passato perduto
Da leonesse a gattine in un Paese maschilista

Siamo uomini o compagni Uomini e dunque "non siamo nè puritani nè frati. Ciò però non deve significare che nelle sezioni di partito ci si debba comportare nei confronti delle compagne in modo non corretto, le si debba esporre a scherzi a doppio senso che le umiliano e le offendono". No, certo, non devono mortificare gli appetiti maschili, i militanti che operano sotto l'egida del Pci. Però il troppo Ed è proprio il Migliore a farsi paladino delle signore bersagliate da frizzi, lazzi e battute audaci. Per quella togliattiana, provvidenziale, rampogna rammenta di aver provato un moto di affetto e di riconoscenza Marisa Rodano che, dopo esser stata liberata dal carcere delle Mantellate, aveva dato vita nel settembre 1944 all'Unione donne italiane. La grande "madre" dell'Udi, l'organizzazione che, dal dopoguerra in poi, ha animato un quadro di Pellizza da Volpedo tutto al femminile, ha riversato fiumi di donne nelle strade, tagliato impensabili traguardi e superato tante mete, ha recuperato appunti e ricordi e ha ripercorso l'avventura di quella gloriosa costola del Pci in Memorie di una che c'era. Una storia delL'Udi (Il Saggiatore), arrivando fino ai nostri giorni. Ma proprio ora, in prossimità dell'Otto marzo - la giornata alla cui storia è intitolato un sintetico saggio di Alessandra Gissi in uscita da Viella -, l'ex senatrice, prima donna vicepresidente della Camera dei deputati, non è la sola firma di saggista e di scrittrice che tira i fili non solo del passato ma anche del presente. Non sono poche infatti le autrici che si pongono tutte una medesima, ritornante domanda: di quelle generose contese dell'altro secolo, cosa è rimasto?
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Il corpo delle donne Stampa l'articolo
Scritto da Tiziana   
Lunedì 08 Marzo 2010 21:30
Salve amiche,
vi offro la possibilità di ascoltare un documentario veramente interessante e lo potete fare seguendo il link qui sotto.

www.ilcorpodelledonne.net

Una volta entrati nella pagina si deve scegliere e cliccare sul link documentario.

Ascolterete parecchi interrogativi che Michele sottoponeva nel suo intervento con oggetto:
Il linguaggio maschile occulta il vero.

C'è molto da riflettere e, se davvero assisteremo impassibili a questo degrado, perderemo la dignità della nostra sopravvivenza.
Buon ascolto.
 
 
Giornata Internazionale della Donna Stampa l'articolo
Scritto da Administrator   
Lunedì 08 Marzo 2010 11:46
8 marzo 2010

Le donne disabili sono donne e devono godere di parità di diritti

L'associazione AWWD partner locale di Fondazione Pangea a Calcutta
Una giornata per far sentire la nostra voce e celebrare ogni sfumatura e bellezza dei successi della vita

La Giornata Internazionale della Donna è stata osservata fin dai primi del '900 come una forma di lotta perché le donne lavoratrici potessero ottenere il diritto di voto. Celebrato l'8 marzo ogni anno, è un giorno di solidarietà internazionale tra le donne che condividono obiettivi comuni e che lottano per ottenere il riconoscimento dei propri diritti.

Nel corso dei decenni, è diventata una giornata mondiale di riconoscimento e celebrazione sia nei Paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo.

"La Giornata della Donna" è la storia di donne comuni che fanno la Storia: è radicata nella lotta vecchia di secoli delle donne per avere una partecipazione attiva nella società e un cammino comune agli uomini.

Il 10 per cento della popolazione femminile mondiale è costituita da donne disabili, e in India, secondo il censimento del 2001, ci sono 9 milioni e 300 mila donne con disabilità (WWD).
Le ragazze e le donne, con una qualsiasi forma di disabilità sono ancor più vulnerabili e marginalizzate dalla società.
Devono affrontare la discriminazione sotto vari aspetti: nell'educazione, nel lavoro, nel matrimonio, nella famiglia, nella vita sociale e nella riabilitazione. 
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Sciopero generale il primo marzo Stampa l'articolo
Scritto da Administrator   
Lunedì 18 Gennaio 2010 09:45
Salve amiche,

vi giro questo messaggio, e lo giro con orgoglio, poichè sono protagoniste le donne, infatti hanno sentito il dovere di essere in prima linea, rispetto ad una vergogna tutta italiana.

Siamo di fronte ad una situazione gravissima che, se dovesse persistere, non si sa dove ci può portare, si tratta comunque di un pericolo imminente che va scongiurato e per il quale le parole non bastano, occorre agire presto per disinnescare tutto l'odio che, questo governo irresponsabile, ha prodotto.
Dopo avere innescato odio, rancore e intolleranza, ci vuole coraggio a fare proclami d'amore!
Ci troviamo di fronte ad una bomba sociale che, da un momento all'altro, può scoppiare in una vera guerra civile.
"Sull'immigrazione l'Italia ha imboccato una strada cieca e pericolosa. I fatti di Rosarno dimostrano ancora una volta che il rifiuto da una parte di riconoscere la realtà dell'immigrazione e dall'altra di promuovere la regolarizzazione di chi vive e lavora in Italia, alimentano razzismo, violenza e sfruttamento.
Le violenze razziste di chi spara sui lavoratori immigrati evocano scenari inquietanti e chiamano il governo, il parlamento, le forze sociali e la società civile ad assumersi le loro responsabilità, ciascuno per la propria parte e le proprie competenze.
Occorre ribadire il primato della dignità umana e dell'integrazione all'interno di una società che deve riconoscere diritti e doveri di chi vive e lavora nel nostro paese.
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Un augurio al femminile Stampa l'articolo
Scritto da Tiziana   
Sabato 16 Gennaio 2010 16:05
Care amiche ed amici,

quale master della lista donnediversamenteuguali, desidero farvi giungere i miei più sinceri auguri, un po' particolari.

Vorrei che il 2010 fosse un anno in cui cessassero le guerre che non servono a regolare i rapporti fra le nazioni.
Vorrei che si facesse sempre più strada la convinzione che le persone, tutte indistintamente, vanno rispettate di qualsiasi colore avessero la pelle, di qualsiasi civiltà fossero portatrici.

Come donna con disabilità, mi farebbe immensamente piacere notare una maggiore partecipazione di noi donne alla vita sociale e che maggiormente partecipassimo ad iniziative per favorire la nostra emancipazione.
Come cofondatrice del Movimento Rinnovamento Democratico, un movimento di disabili, loro famiglie, di cittadini con loro solidali per i diritti, le pari opportunità per la democrazia e il rinnovamento, mi farebbe piacere vedervi in molte al mio fianco nella lotta per la tutela e la affermazione dei nostri diritti. 
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