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Istruzioni manifestazione nazionale disabili 21 febbraio Stampa l'articolo
Scritto da Administrator   
Mercoledì 15 Febbraio 2012 10:18
MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LO STERMINIO DEI DIRITTI DEI DISABILI
MARTEDÌ 21 FEBBRAIO

DESCRIZIONE:
Teatro principale della protesta sarà Piazza Montecitorio a partire dalle ore 10.30 del giorno martedì 21 febbraio, dove avverrà la concentrazione di tutti coloro che sono in grado di deambulare autonomamente, con accompagnatore e in carrozzina insieme alle loro famiglie.
Sono chiamati ad unirsi alla protesta i lavoratori del comparto dell'area della disabilità e i cittadini che vogliono dimostrare solidarietà e sostegno alla lotta estrema che persone già con gravi difficoltà devono sostenere per le scelte del governo.
La manifestazione nazionale interessa tutti i disabili e non una parte di essi.
Noi abbiamo voluto che tutti fossero messi in grado di far sentire la loro vibrante protesta nei modi più diversi.
Per questo sono state previste forme di partecipazione diversificate, ma tutte facenti capo ad un'unica manifestazione.

FORME DI PARTECIPAZIONE:
1. I disabili impossibilitati a partecipare fisicamente in Piazza Montecitorio, dovranno inviare una lettera con un testo a loro scelta o con quello da noi preparato, al ministro Fornero, agli indirizzi che comunicheremo domenica 19 febbraio
Attenzione:
la lettera dovrà essere inoltrata al ministro alle ore 10.30 del giorno 21 febbraio, ora di inizio della manifestazione, che sta ad indicare che chi non ha potuto partecipare fisicamente, fa comunque parte integrante della protesta che si svolgerà in quelle ore in Piazza del Parlamento dai compagni disabili che li rappresentano.
Si raccomanda di non inviare la lettera alla Fornero prima di quel giorno,  perchè la protesta perderebbe di significato, in quanto questa forma di lotta deve essere parte integrante di quella che si svolge a Roma.
2. In tutte le città italiane già da ora, le persone disabili dovranno, attraverso mail, telefono, giornali, le radio e le tv locali e passa parola porta a porta e in ogni modo, invitare i cittadini allo sciopero della spesa il 21 febbraio, giorno della mobilitazione nazionale.

Il Movimento Disabili Rinnovamento Democratico e il gruppo facebook Disabili in Lotta dalla delega all'azione, promotori e organizzatori dell'evento invitano le persone con disabilità, le loro famiglie, i loro amici, i cittadini con essi solidali, a partecipare numerosi alla manifestazione, ciascuno nelle forme che gli sono possibili.

Le lettere di protesta, che sono parte integrante della manifestazione, devono essere inviate nelle modalità sopra indicate esclusivamente da chi è impedito per disabilità grave e devono essere firmate con nome e cognome e indicare il tipo di disabilità che gli impedisce di partecipare fisicamente alla protesta in Piazza Montecitorio.
Pertanto, ad esempio, è assolutamente inutile che una persona non vedente si limiti a inviare la lettera non partecipando alla protesta che si svolge davanti al Parlamento.

Si invitano tutti a inviare le adesioni a:
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indicando nome, cognome, città di provenienza, numero di cellulare per contatti durante le ore della manifestazione e indicare se si viene in gruppo.

Il punto d'incontro per tutti i partecipanti è Piazza Montecitorio, che si può raggiungere in taxi da Roma Termini.
Le persone che arriveranno entro le ore 10 a Roma Termini, saranno accolte da un addetto della manifestazione davanti alla sala blu di Roma Termini e sarà distinguibile perchè recherà sul petto un cartello con riferimento alla manifestazione. Il nostro addetto aiuterà i manifestanti a raggiungere la postazione taxi.
Se qualcuno dovesse arrivare la sera prima e ha bisogno di prenotarsi l'albergo lo comunichi e sarà aiutato a cercare un hotel economico.
Per qualsiasi chiarimento si prega di scrivere all'indirizzo e-mail sopra riportato.

Durante la manifestazione si dovrà far riferimento a Michele Lastilla e Maria Pia di cui sarà fornito il numero di cellulare nei prossimi giorni.
Tutti coloro che daranno sicura adesione riceveranno da Michele Lastilla o Nadia Darco istruzioni per gli eventuali simboli e cartelli da indossare e che sono stati gà predisposti dagli organizzatori della manifestazione.

Sono vietati cartelli sostenuti da aste di qualsiasi tipo. È vietato portare catene, bastoni (eccetto quelli bianchi o da sostegno per deambulare).
Si consiglia di portare, invece, fischietti, tamburi, sonagli.
Si prega di attenersi alle indicate modalità di partecipazione anche perchè imposte dalla questura a noi organizzatori.

Ora tocca a voi diffondere quanto più possibile la notizia e convincere disabili, amici, parenti a partecipare.
Partecipare è nell'interesse di ciascuno di voi e per tutti i disabili italiani che ne sono impediti fisicamente.

Siamo stati costretti a compiere un sacrificio e una fatica immani perchè la posta in gioco per noi disabili è senza precedenti nella storia dell'Italia dal dopoguerra ad oggi.
Il rischio di perdere conquiste e diritti è reale.
Il governo deve eliminare la parte che tocca i disabili dall'articolo 5. Il governo non può far pagare ai disabili due volte, come cittadini e come persone con gravi difficoltà.

Gli organizzatori
 
Manifestazione nazionale contro lo sterminio dei diritti dei disabili Stampa l'articolo
Scritto da Administrator   
Martedì 14 Febbraio 2012 10:45
Il Movimento disabili Rinnovamento Democratico e il gruppo facebook  Disabili in Lotta dalla delega all'azione, indicono la mobilitazione nazionale permanente delle persone con disabilità

MANIFESTAZIONE   NAZIONALE    MARTEDÌ   21  FEBBRAIO
DALLE   ORE   10.30  ALLE   ORE   13.30   IN PIAZZA MONTECITORIO

Per la prima volta la protesta coinvolgerà tutte le persone disabili e, per questo, comprenderà tre forme di partecipazione:

1. manifestazione con la presenza in piazza Montecitorio di tutti i disabili che fisicamente sono in grado di farlo.

2. chi è impedito per la sua grave disabilità a partecipare fisicamente, alle ore 10.30, ora di inizio della manifestazione invierà una lettera di protesta al ministro Fornero con il testo già predisposto, gesto che fa parte integrante della manifestazione dei compagni che sono a Roma.

3. Nello stesso giorno della manifestazione in tutta Italia, le famiglie dei disabili, i cittadini con loro solidali attueranno lo sciopero della spesa recando al braccio ben visibile la stringa: "appoggio la lotta dei disabili contro lo sterminio dei loro diritti".

I disabili, pur fra grandi sacrifici, protestano anche fisicamente, CONTRO I 3 seguenti NO DEL GOVERNO ribaditi anche nell'incontro del 31 gennaio con alcune associazioni:

NO ALLA INDENNITÁ DI ACCOMPAGNAMENTO CONCESSA AL SOLO TITOLO DELLA MINORAZIONE COME DIRITTO INVIOLABILE;

NO ALLA ESCLUSIONE DALL'ISEE DELLE PROVVIDENZE LEGATE ALLA DISABILITÁ;

NO ALLA ELIMINAZIONE DELLE PARTI RELATIVE AI DISABILI DALL'ARTICOLO 5.

Per il governo, questi punti, faranno reddito e quindi sono a rischio:

la indennità di accompagnamento, le pensioni di invalidità e quelle dei ciechi civili e sordomuti;

i servizi come: l'assistenza domiciliare, la riabilitazione, la permanenza nei centri diurni, i trasporti agevolati, il badantato, l'assistenza infermieristica, il sostegno scolastico, l'assegno sociale, l'assegno di cura, insomma, tutte le altre provvidenze legate alla disabilità.

CHIEDIAMO CHE:

A. dall'articolo 5 della legge 23/12/2011 n.214 venga eliminata la parte relativa ai disabili;

B. la indennità di accompagnamento venga ancora concessa al solo titolo della minorazione e sia considerata diritto inviolabile;

C. tutte le provvidenze relative alla disabilità siano tenute fuori dall'ISEE;

D. tutte le spese dei servizi forniti alle persone con disabilità dal sistema sanitario nazionale siano gratuite;

E. gli ausili per la mobilità, la comunicazione, l'autonomia, per la vita indipendente devono essere forniti dallo Stato con la compartecipazione agevolata da parte dell'interessato in base al reddito personale;

F. garantito il sostegno scolastico ed extrascolastico e il diritto al lavoro.

Noi disabili non consentiremo di essere ridotti agli arresti domiciliari e rigettati alle condizioni di vita degli anni cinquanta e Per questo lotteremo ad oltranza contro lo sterminio, contro il negazionismo dei nostri diritti e contro la cancellazione della Convenzione dell'ONU sui diritti delle persone con disabilità ratificata dal'Italia.

La lotta proseguirà dopo la manifestazione del 21 febbraio in varie forme.
Chiamiamo alla solidarietà e alla lotta tutti i cittadini e i lavoratori dei servizi sociosanitari e del comparto della disabilità.

ADERITE ALLA MANIFESTAZIONE
Comunicate la vostra partecipazione a:
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Diffondete la notizia e fate partecipare

Per i promotori della mobilitazione:
Michele Lastilla
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cell.:3343819705

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Voci dall'Italia che affonda Stampa l'articolo
Scritto da Administrator   
Martedì 14 Febbraio 2012 10:38

MOVIMENTO DISABILI, LORO FAMIGLIE, CITTADINI SOLIDALI PER I DIRITTI, LE PARI OPPORTUNITÀ, PER IL RINNOVAMENTO E LA DEMOCRAZIA
CF 93363130720

Per la corrispondenza: prof. Michele Lastilla, via Quarto n.46 - 70125 Bari
Cell.:. 334 38 19 705
E-MAIL:
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GRUPPO FACEBOOK DISABILI IN LOTTA
E-MAIL: 
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Cell.: 3486531575


NO ALLA EQUAZIONE:
DISABILI = SPRECO.
DISABILI = FAR CASSA

LA INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO AL SOLO TITOLO DELLA MINORAZIONE È PER I DISABILI INDISPENSABILE COME L'ARIA E L'ACQUA PER VIVERE. 
È  UN DIRITTO INVIOLABILE

PER I DISABILI, LE LORO FAMIGLIE NON C'È POSTO SULLE SCIALUPPE DI SALVATAGGIO.
AL SICURO SONO GIÀ SALITI QUELLI DELLA PRIMA CLASSE: LA CASTA DEI MERCATI, DELLE BANCHE E DEGLI SPECULATORI CHE, PER L'ENNESIMA VOLTA, IMPONE A TUTTI GLI ALTRI DI FARE SACRIFICI E SALVA SÈ STESSA E I PROPRI PRIVILEGI.


Dalla lettera di Ida Sala alla ministra Elsa Fornero

Gentile Ministra Elsa Fornero, mi rivolgo a lei da donna a donna, sapendo che le sta a cuore la valorizzazione di ognuna di noi.
Vivo una vita normale, quella che ho voluto; cerco di seguire una mia linea di condotta, curo la mia persona, leggo, mi tengo informata. Non sono sposata, non ho figli; a 57 anni ho collezionato la mia dose di "insuccessi" sentimentali, ma continuo a tessere il mio mondo di relazioni e affetti, con il solo dispiacere di non potere stare più vicina a mia madre, soprattutto ora che ne avrebbe bisogno, per una questione di chilometri e di organizzazione.
Conduco normali rapporti di vicinato; mi occupo della mia casa, cerco di limitare consumi e rifiuti, faccio una buona raccolta differenziata, sebbene il mio Comune dimostri scarso interesse in materia. Compro al discount, vesto con l'usato. Ho tagliato, per risparmiare, su cinema, ristorante, bar, gite e vacanze. Pago i tributi, chiedo sempre (quasi) lo scontrino fiscale.
Partecipo alla politica locale e svolgo qualche ora di volontariato (un brutto termine per dire che condivido un po' del mio italiano con degli amici immigrati).
Ho un diploma di Istituto Magistrale. Dei miei vani tentativi di lavorare preferisco tacere perché occorrerebbe un capitolo apposito.
È evidente che non sono in cerca di elogi, vorrei soltanto mostrarle alcune delle banali, ma necessarie azioni che mi posso permettere solo perché posso contare su una precondizione fondamentale: avere alle mie dipendenze tre assistenti personali (una convivente e due che si alternano nei fine settimana), che ogni giorno mi alzano, mi coricano, mi preparano per uscire, mi accompagnano e mi assistono, anche di notte, ovunque io sia, in base alle necessità da me espresse e secondo le procedure che ho loro insegnato.
Sono infatti affetta da una malattia degenerativa che mi ha reso pressoché inutilizzabili gambe e braccia, ha compromesso i muscoli del tronco, del collo e della respirazione e, più di recente, avverto un po' di difficoltà nella masticazione e nella deglutizione.... ma non sto cercando di impressionarla, cerco piuttosto di aiutarla a capire che con gli aiuti giusti una donna come me può vivere una vita dignitosa, piacevole, stimolante, nonostante la disabilità, o meglio, a partire da essa.
L'impianto di assistenza personale autogestita cui ho accennato è finalizzato, tecnicamente parlando, alla realizzazione del mio progetto di Vita Indipendente (in base alla Legge 162/98).
Ho fatto fronte alle spese per l'assistenza, traendole dai 767 euro mensili di pensione e assegno d'accompagnamento, con cui devo provvedere al pagamento delle bollette e al mio mantenimento.
Sfido ogni Regione a pubblicare i costi diretti e indiretti che gli istituti, le residenze sociosanitarie e altre tipologie di intervento impiegano, e richiedono ai contribuente, per riprodurre se stesse, non importa se a prezzo della nostra segregazione.
Pur trattandosi di una cifra significativa - quella che mi viene assegnata - posso assicurarle che si tratta di un costo fin troppo contenuto, un po' perché sono costretta ad applicare i contratti al minimo contrattuale e un po' perché non basta a soddisfare tutto il mio fabbisogno assistenziale, a un terzo del quale ho rimediato in parte con l'aiuto di amiche e amici...
Il fatto è che la disabilità costa molto alle donne e agli uomini con disabilità e anche alle loro famiglie perché essi devono farsi carico di costi che non sono necessari a chi disabile non è.
Per questo sgomenta che nel cosiddetto "Decreto Salva-Italia", l'attuale Governo abbia pensato di introdurre, nel calcolo dell'ISEE la disabilità come produttrice di reddito.... Il riferimento è a quanto previsto all'art.5 della legge n 214/2011.
A una simile assurdità faccio osservare che la disabilità è uno svantaggio di cui faremmo tutte e tutti volentieri a meno e che i contributi per la Vita Indipendente, così come l'indennità di accompagnamento, è necessario che siano sempre riconosciuti al solo titolo della minorazione grave.
Di essi, come di altre garanzie, abbiamo estrema necessità, come dell'aria e dell'acqua, per vivere. E, contemporaneamente, per vivere in condizioni di uguaglianza con gli altri, Cittadine e Cittadini senza disabilità.
Se approverete questo criterio di calcolo del reddito, persone come me, paradossalmente, risulterebbero "ricche" e, per questo motivo, destinate a subire ulteriori riduzioni di quei benefìci necessari a far fronte alla disabilità o addirittura ad esserne escluse.
Alla gran parte del costo della mia assistenza personale autogestita hanno provveduto il Distretto e il Comune, e per un sesto la Regione, ma il 2012 si è già presentato con premesse di limitazioni e incertezze, dovute ai tagli riservati al Fondo Nazionale per le Politiche Sociali.
Ecco un'altra ingiustizia, mi perdoni, che sommata alla precedente contribuisce a sottrarci l'insieme dei nostri diritti inviolabili, cioè la vita stessa.
Ci sono istituzioni, associazioni, cooperative o persone - e sono purtroppo le più ascoltate - che "campano sulla disabilità", vendendo loro "aria fritta" (corsi, consulenze, progetti di vita mortificanti) o che pensano di risolvere i problemi delle donne e degli uomini con disabilità privandoli del diritto di scelta e propinando loro soluzioni assistenziali preconfezionate, come, appunto, le strutture residenziali, oppure con servizi a domicilio striminziti, gravosi, avvilenti.
Ci vuole lungimiranza o forse basta un po' di buon senso per rendersi conto che è più vantaggioso, sia in termini di diritti sia dal punto di vista dell'economia reale, investire nei progetti di Vita Indipendente delle persone con disabilità, nella loro intraprendenza, nella loro voglia di vivere, dando sostanza a quelli che la nostra Costituzione considera diritti inviolabili garantiti.
Forse come donna si sentirà colpita quanto me dalla storia di R., madre di due bambini, che alla sua pressante richiesta di un finanziamento per l'assunzione di assistenti personali, si è sentita raccomandare dall'assistente sociale e dall'avvocatura del suo Comune della Campania meridionale, di «non insistere ulteriormente, per il suo bene», altrimenti «le autorità potrebbero provvedere d'ufficio all'affido dei minori in istituto o ad altra famiglia»!
E poi ...vorrei mostrare a lei - che prima che politico e studioso è donna - come investire sull'indipendenza delle donne (e degli uomini) con disabilità può essere un'ottima impresa per la collettività. Le mie assistenti assicurano un'entrata alle loro famiglie...
Sono ignorante di teorie economiche, ma cosa c'è di più economicamente reale, vitale e paritario di una relazione come quella in cui io, donna o uomo con disabilità, retribuisco qualcuna/o di mia scelta perché, attraverso il suo lavoro, condizione necessaria per la vita di ognuno, mi assicuri la libertà di autodeterminare le mie scelte di vita, condizione necessaria per la mia dignità e integrità fisica e mentale?
Pensi anche a quante madri e mogli e compagne e sorelle, sgravate dal dover accudire i loro cari con disabilità e da ogni senso di colpa, potrebbero aprirsi a nuovi orizzonti professionali, creativi, culturali, relazionali!
Completo quanto ho da dire con questo appello di Claudio Roberti: «La vulgata politica imposta in questi anni vuole dipingerci a tutti i costi come dei "falsi invalidi" oppure, in ogni caso, come un inutile peso di cui liberarsi in qualche modo. Evidentemente, le cose non stanno in questi termini e tanti indicatori lo dimostrano».
Signor Ministro, lei è una studiosa di profilo accademico, pertanto le chiediamo che il necessario cambiamento attinente alla nostra condizione antropologico sociale fondi su fatti scientifici e non su stereotipi radicati in false opinioni vertenti a soluzioni manichee dannose a noi e al sistema Paese...
Infine, personalmente le chiedo lo sforzo di andare a incontrare le persone con disabilità che presto saranno in Piazza Montecitorio. non hanno santi in paradiso, ma un sacco di ragioni da vendere!

Dalla lettera aperta al prof. Monti del presidente della sede di Roma della UICI sulle difficoltà di una persona cieca

"Cosa racconterei al prof. Monti"
...direi che un cieco deve dipendere costantemente dagli altri, anche per le cose più banali: risalire ad uno scontrino che si ritrova nelle tasche, sapere cosa sia quel foglietto trovato per terra nel salotto di casa, leggere una lettera appena arrivata, conoscere il contenuto di un avviso affisso nell’androne del proprio condominio, capire su quale canale è sintonizzato il televisore,...
essendo un essere umano, anche il disabile ha bisogno di nutrirsi! Allora si organizza per andare in un supermercato a fare provviste. Anche in questo caso, si fa presto a dirlo, ma poi. . . metterlo in atto è tutt’altra cosa. Deve raggiungerlo, il supermercato, con le auto parcheggiate sui marciapiedi, deve superare ostacoli mobili e fissi che l’imprevidenza altrui dissemina sul suo cammino.
Descriverei l’impossibilità di muoversi all’interno del grande magazzino, l’impossibilità di trovare autonomamente i prodotti desiderati, l’ardua impresa di riportarli da solo a casa. parlerei ancora dell’impossibilità di compilare autonomamente un documento, in casa o in un ufficio pubblico; della necessità di preordinare, con un accompagnatore – se lo trova – un qualunque spostamento fuori dal suo ambiente ristretto; di dover rinunciare ad una occasione di divertimento - come ad esempio uno spettacolo teatrale o cinematografico- senza un accompagnatore o se questi, all’ultimo momento, è indisponibile; ma anche a necessità più importanti come sottoporsi ad una visita medica o ad un esame di laboratorio, dovendo dipendere dagli altri per incastrare tempi e date della sanità pubblica con i propri e con quelli di chi dovrà accompagnarlo.
Direi, Sig. Presidente . . . l’elenco potrebbe continuare per pagine e pagine e, mi creda, non si tratta di un’iperbole!; ma lo interrompo perché certamente avrà già compreso il senso del mio dire, anche se un conto è sentirsi raccontare certe cose, un altro è viverle in prima persona.
Ora, Sig. Presidente, con il decreto cosiddetto “salva Italia”, il Suo Governo vuole mettere in discussione quelle provvidenze che, frutto di lotte e sacrifici, costituiscono il mezzo per fronteggiare le difficoltà che sopra Le ho rappresentato, sia pur in minima parte.
Tale Decreto vuole mettere in discussione la loro indispensabilità condizionandole a criteri di carattere reddituale e patrimoniale (ISEE) familiare, quando la famiglia già subisce gravi disagi dallo stato di disabilità del congiunto, negandone così la concessione al solo titolo della minorazione, come attualmente avviene.
Le direi che mi è difficile credere che Lei possa pensare – o solo avallare – una tale iniquità, che porterebbe due cittadini, o due famiglie di pari reddito a subire trattamenti diversi, dovendo, quella che ha al suo interno un disabile, far fronte alle ulteriori spese per i servizi ad esso destinati.
Le direi, inoltre, che ciò implicherebbe la volontà perversa dello Stato di negare ai disabili la possibilità di emancipazione e di crescita privandoli, insieme alle loro famiglie, di un supporto economico indispensabile. Si tratta di provvidenze di alto profilo morale e civile - come ad esempio l’indennità di accompagnamento - che hanno portato il nostro Paese all’avanguardia nel mondo in tema di diritti civili. Non possiamo permetterci di distruggerle di fatto, portando così indietro di oltre mezzo secolo le lancette della storia, a quando cioè la disabilità era un macigno che pesava interamente sulle spalle delle famiglie! Il Paese attraversa una grave crisi economica, i disabili, come cittadini, sono pronti a fare la loro parte di sacrifici, purché ripartiti equamente; ma non possono fare il doppio dei sacrifici richiesti agli altri!
Sì, Sig. Presidente, il doppio, perché verrebbero a pagare sia come cittadini, sia come disabili, vedendosi privare di quei mezzi economici attraverso i quali oggi possono tentare di far fronte a molte delle difficoltà di cui Le ho parlato. Si tratta di “benefici” che non hanno un valore reddituale, ma tendono a supplire i servizi carenti o inesistenti, in ossequio a quanto sancito dalla Costituzione. Descriverei correttamente l’indennità di accompagnamento come il mezzo che permette in parte la sostenibilità di tanti disagi per un disabile in questa società, e non certo come un benefit.
Tutto questo, ed altro, Le direi, Sig. Presidente, ma purtroppo non ho modo di farlo. Non mi resta che sperare nella possibilità che Lei, per qualche arcana via della rete, possa leggere questo mio scritto e che, insieme a Lei, lo leggano tanti cittadini i quali, comprendendone a pieno lo spirito, si facciano portavoce verso di Lei ed il Suo Governo, chiedendoLe di non perpetrare quella che sarebbe una grave ingiustizia in una moderna società civile.

UN INVITO
Noi promotori della mobilitazione nazionale dei disabili contro lo sterminio dei diritti delle persone con disabilità e della manifestazione nazionale dei disabili del 21 febbraio in piazza Montecitorio Le rivolgiamo lo stesso appello che Le fa Ida Sala nella sua lettera quando Le scrive:
"Personalmente le chiedo lo sforzo di andare a incontrare le persone con disabilità che il 21 febbraio dalle ore 10.30 saranno in Piazza Montecitorio.
Non hanno santi in paradiso, ma un sacco di ragioni da vendere!"

VENGA A INCONTRARCI, L'ASPETTIAMO!

prof. Michele Lastilla
Movimento Disabili Rinnovamento democratico
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cell.: 3343819705

Nadia D'Arco
gruppo fb disabili in Lotta
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