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IO PRETENDO DIGNITÀ
Benvenuto nel sito Movimento Rinnovamento Democratico
Statista bunga bunga Stampa l'articolo
Scritto da Administrator   
Venerdì 29 Ottobre 2010 09:13
Ce lo possiamo permettere? Chiediamoci questo. L'Italia, noi italiani viviamo in un paese così prospero, così egualitario, così giusto, così salubre e così efficiente, in un paese così ricco di tutte quelle ricchezze che fanno dignitosa la vita degli uomini da poterci permettere - in questa democrazia avanzata e matura, solida e coesa - la bizzarria di avere a capo del governo un uomo anziano ossessionato dalla sua stessa vecchiaia, avvelenato di farmaci che gli assicurano apparente vigore e devastato dalle plastiche che ne fingono l'eterna giovinezza, un ex chansonnier piduista di tortuose fortune e discutibili amicizie oggi impegnato a tempo pieno a garantirsi l'impunità dai molti processi e a comprarsi le alleanze che lo portino al Quirinale oltrechè, da una certa ora del giorno in poi, ad organizzare notti in villa e trasferte in dacia così da poter ricevere in accappatoio bianco le ospiti procacciate a nugoli dai suoi servitori intanto messi a capo di imprese commissioni parlamentari reti televisive e ministeri, riceverli con il calice in mano e fare le sei del mattino raccontando barzellette di sapore africano dei tempi di Macario, e tutti giù a ridere prima di tuffarsi in piscina o nel letto? No perché penso, in fondo, che se l'Italia fosse un paese così sano produttivo progredito ed autosufficiente potrebbe persino sopportare il temporaneo vuoto di potere democratico (che dell'assoluto arbitrio di uno solo è sinonimo) determinato dalla provvisoria permanenza al governo di Silvio B. In fondo dieci anni o anche venti di fronte all'eternità sono un attimo. La Roma di Augusto, l'Italia di Einaudi potrebbe sopravvivere facilmente a questa caricatura di imperatore che gli è toccata in sorte: che si è scelta per motivi che solo gli storici con saggezza chiariranno, le responsabilità è ovvio che siano tra tutti equamente distribuite. Tra chi lo ha scelto e chi non ha saputo o potuto opporre alternativa e rimedio. 
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Per una nuova presenza delle persone disabili nella società Stampa l'articolo
Scritto da Administrator   
Lunedì 25 Ottobre 2010 13:37

 

tratto da superando

«Se c'è chi lavora per ridurci alla mera sopravvivenza - scrive Michele Lastilla - sta a noi, persone con disabilità, non consentirlo e lo si può fare solo diventando diretti protagonisti della lotta per i nostri diritti, per una società più giusta e civile. In altre parole, e come sempre, "Nulla su di Noi, Niente senza di Noi"». Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo


Chi pensava, dunque, che sarebbe bastata la grande manifestazione del 7 luglio scorso a Roma per riaffermare i nostri diritti, deve ricredersi. Basta infatti considerare quanto sta accadendo da un po' di tempo e leggere quanto perviene da FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) e FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità) [il riferimento è sia alle Circolari dell'INPS che potrebbero ancora una volta mettere in discussione le indennità di accompagnamento, sia alla Legge che rischia di togliere ogni valore alla norma - la numero 68 - che nel 1999 aveva definito il diritto al lavoro delle persone con disabilità. N.d.R.].

Sin dal primo giorno della loro fondazione, il Movimento Rinnovamento Democratico (Nulla su di Noi, Niente senza di Noi) e Idea Puglia (Associazione per l'integrazione sociale, l'informazione e la tutela dei diritti delle persone disabili e anziane) sostengono che tutte le persone con disabilità devono cambiare mentalità e non credere più che sia sufficiente avere in tasca la tessera di un'associazione per risolvere i propri problemi o che basti delegare questo compito ad altri per mettersi al sicuro e restare nella propria nicchia.
Siamo convinti infatti che la realtà imponga anche ai disabili e alle loro famiglie di diventare - ognuno come può - protagonisti attivi di una lotta che ci deve vedere in prima fila per la tutela e l'affermazione dei diritti umani e civili che ci riguardano.
Non possiamo più - per ragioni  legate al profondo cambiamento delle società contemporanee - affidarci totalmente a chi dovrebbe rappresentarci. Così non può più essere. E oggi questo vale per noi, così come per tutti gli altri cittadini socialmente deboli. Abbiamo notato infatti che le persone senza tutele sono ormai costrette alla lotta diretta perché le forze politiche e sociali che le rappresentavano sono inadeguate e lontane dai Cittadini.

Abbiamo notato che si stanno affermando nuove forme di lotta, che vedono protagoniste le persone interessate unite nei movimenti, pur aderendo ad associazioni, sindacati, partiti.
Ancora una volta ribadisco quindi che nemmeno noi possiamo essere esenti dal renderci protagonisti di una lotta diretta che serva anche a smuovere le associazioni ormai divenute incapaci di inventare nuove forme di partecipazione che non siano quelle tradizionali.
Le cosiddette associazioni "storiche", ad esempio, non possono più considerarsi uniche e  sole protagoniste dei nostri interessi, devono accantonare la politica del monopolio, in una società sempre più pluralista e articolata.

Da due anni a questa parte le persone con disabilità sono oggetto di attacchi furibondi e incivili da parte di forze politiche, dal Governo e da rappresentanti delle Istituzioni. Di contro, la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità apre nuovi orizzonti per le politiche sociali e il welfare, accantonando per sempre il vecchio modo di fare politica sulle problematiche delle persone con disabilità.
Siamo dunque convinti che se noi tutti restiamo "nel limbo", affidandoci totalmente a chi pretende di rappresentarci, se non esercitiamo pressione e funzione di controllo su coloro ai quali intendiamo affidare il nostro presente e futuro, se non ci convinciamo che non siamo diversi dagli altri e che come gli altri dobbiamo lottare, organizzarci in movimenti e in nuove forme di partecipazione diretta, farci notare nella società, essere fisicamente presenti, se insomma  continueremo ad essere rinunciatari e passivi, rischieremo di finire nell'emarginazione totale, all'angolo, in una società sempre più individualista, dinamica, complessa, articolata e in continua trasformazione.
Insomma, rimarremo fuori dal mondo e nella compassione generale; considerati come "rompiballe", gente improduttiva, visti come "peso passivo e dannoso" per la società, come più o meno affermato dal ministro dell'Economia Tremonti e non solo.
Questa è l'idea che si vuole affermare su di noi, giungendo a evocare le "scuole speciali", gli istituti dove rinchiuderci.

Se c'è quindi chi lavora per ridurci alla mera sopravvivenza, sta a noi non consentirlo e lo si può fare solo diventando diretti protagonisti della lotta per i nostri diritti, per una società più giusta e civile. In altre parole, e come sempre, "Nulla su di Noi, Niente senza di Noi".

di Michele Lastilla

Coordinatore nazionale del Movimento Rinnovamento Democratico (Nulla su di Noi, Niente senza di Noi) e presidente di Idea Puglia (Associazione per l'integrazione sociale, l'informazione e la tutela dei diritti delle persone disabili e anziane).

 
 
Estensione di bancomat vocali per non vedenti Stampa l'articolo
Scritto da Administrator   
Domenica 24 Ottobre 2010 13:19
Questa è una bella notizia che si aggiunge a quella già data da Laura per la stessa esperienza di Arezzo.
Mantova non era prevista fra le sedi in cui attivare il bancomat parlante.
L'agenzia mantovana è stata aggiunta proprio a seguito della nostra richiesta.
Sicuramente gli aderenti mantovani presenzieranno al seminario della B.N.L... ci saranno i pasticcini e lo spumante!
Il movimento osteggiato e trascurato da qualcuno, va avanti e lavora in silenzio inanellando risultati piccoli e grandi. Faccio osservare che tutto ciò avviene senza avere finanziamenti, senza parenti assunti, senza segretari al seguito e, a volte, senza neppure accompagnatori.
Colgo l'occasione per ringraziare quegli amici che si prestano ad accompagnarci nelle nostre battaglie.
Continuiamo a lavorare e, soprattutto, a lottare anche se certi atteggiamenti nei confronti dei disabili ci scoraggiano e avviliscono. Ma è proprio questo che deve darci benzina per il nostro motore. Non possiamo piegare le ginocchia. Non daremo, noi del Movimento, questa soddisfazione.

Riceviamo da Tiziana

Salve a tutti,
nella giornata di ieri sono stata contattata telefonicamente dal direttore dell'agenzia B.N.L. di Mantova, il quale mi ha comunicato che presto verremo chiamati per istruirci all'uso del bancomat e per la consegna del kit.
Attualmente, nell'agenzia di Mantova sono in corso lavori di ristrutturazione ma, appena saranno completati, presumibilmente verso la fine di novembre, il direttore ha assunto l'impegno di comunicarmelo per poi accordarci sull'incontro con gli aderenti al nostro Movimento.
Ho potuto riscontrare che si tratta di una persona molto cortese e disponibile; infatti, mi ha ringraziata personalmente per avere segnalato alla banca le città in cui abbiamo nostri aderenti e mi ha pregata di rivolgere un ringraziamento a tutto il Movimento per questa apprezzabile iniziativa.
Voglio augurarmi che gli aderenti mantovani trovino il tempo per partecipare a questo incontro da noi voluto e richiesto; se così non fosse, sarebbe davvero una delusione.
Naturalmente sarà mio compito di tenervi informati e, tenendo conto di questa positiva esperienza, rivolgerò la stessa richiesta anche ad altre banche, dando il dovuto merito alla B.N.L., con la speranza di smuovere altre sensibilità, se non altro almeno per un discorso di concorrenza.
Saluti.
Tiziana
 
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