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IO PRETENDO DIGNITÀ
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Ecco perchè sarò a Roma Stampa l'articolo
Scritto da Administrator   
Martedì 06 Luglio 2010 12:05
(di Franco Bomprezzi*)

Dove sono finiti i LEA (Livelli Essenziali d'Assistenza), il nuovo Nomenclatore Tariffario o l'Osservatorio Nazionale previsto dalla Convenzione ONU? Chi si sta occupando di garantire per il prossimo anno scolastico l'inclusione scolastica degli alunni con disabilità? E dov'è un'indagine aggiornata sui veri numeri della disabilità in Italia? A questi quesiti e a tanti altri le risposte "cadono nel vento", mentre il ministro del Welfare Maurizio Sacconi brilla per il suo silenzio, in queste settimane di attacco ai diritti delle persone con disabilità. «Ecco dunque - scrive Bomprezzi - perché sarò a Roma. Lo farò assieme ai miei amici di tante battaglie, incontrando persone dignitose, cittadini forti, dalla schiena dritta, anche se deformata dalla scoliosi, dalla sedia a rotelle, da una vita in salita, sempre in salita, sempre ad esplorare il futuro, sperando sia in grado di riservare un posto dignitoso di cittadinanza. In questo Paese che amo, che è il mio Paese e nel quale, oggi, voglio vincere una battaglia perché sia per sempre, perché sia un punto di svolta e di non ritorno. Perché non ci provino più a fare i furbi, a mettere le mani nelle tasche dei disabili ammantandosi da moralisti, perché ci ascoltino, una buona volta»

Qual è il senso del silenzio di queste settimane da parte di Maurizio Sacconi, ministro del Welfare?Quasi tremila firme in tre giorni, in pieno week end di luglio. Se qualcuno aveva dubbi circa il livello di rabbia e di delusione che stanno provando in questi giorni centinaia di migliaia di cittadini italiani con disabilità, ma non solo loro, di fronte alle proposte contenute nella manovra economica del Governo e peggiorate, se possibile, negli emendamenti del presidente della Commissione Bilancio del Senato, Azzollini, ora deve ricredersi. Grazie a «Vita.it» e all'impegno della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) la petizione Giù le mani dai disabili [vi si può accedere e aderire cliccando qui, N.d.R.] sta diventando uno strumento attivo di partecipazione, di comunicazione e di consapevolezza.

Ho riflettuto molto in questi giorni. Un elemento che non è mai emerso con sufficiente chiarezza mi pare questo. È gravissimo e inaccettabile che i criteri di certificazione dell'invalidità e di assegnazione degli eventuali "benefìci" (sic!) economici siano discussi e decisi da una commissione parlamentare del tutto incompetente al riguardo, e da un ministro, quello dell'Economia, che non ha alcuna voce in capitolo e nessuna esperienza specifica. In tutti questi giorni ho notato il silenzio, su questo aspetto della manovra, da parte del ministro del Welfare Sacconi. Come mai? Non voleva esporsi? Non voleva litigare con Tremonti? Condivideva il suo fervore, ma non riteneva opportuno schierarsi? Oppure si è semplicemente reso conto di essere stato tagliato fuori da una materia di competenza sua e dei suoi dirigenti ministeriali, le stesse persone che si erano impegnate a Torino, al termine della Conferenza Nazionale sulle Politiche per la Disabilità dell'ottobre 2009, a riformare seriamente l'intera partita del sistema di welfare attorno alla disabilità?
Ricordate i LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza? Che fine hanno fatto? Dove è sparito l'impegno di concludere con le Regioni un percorso serio di individuazione degli strumenti più corretti per evitare sprechi da una parte, per garantire diritti e servizi alle persone giuste dall'altra? Dove è finito l'Osservatorio Nazionale previsto dalla Convenzione ONU, legge dello Stato? Che fine ha fatto la riforma del Nomenclatore Tariffario degli Ausili, fermo da oltre dieci anni? Dove sono finiti i fondi per la non autosufficienza? Chi si sta occupando seriamente di verificare in quale modo l'anno prossimo sarà garantita l'integrazione scolastica degli alunni con disabilità? Chi ha preso in mano la questione dell'applicazione della Legge 68 del '99 sull'inserimento lavorativo dei disabili in tempi di crisi e di "libertà d'impresa", dopo lo sciagurato precedente di Alitalia? Chi si è preoccupato di fare un'indagine Istat aggiornata sui veri numeri della disabilità in Italia? Chi si è accorto che con la "morte del censimento" è sparita anche la possibilità di avere quei numeri che tanto piacciono a Tremonti? Chi nel Governo ha pensato in questi giorni di ascoltare veramente e con calma i disabili per apprendere, dai diretti interessati, in che modo seriamente si possa combattere il fenomeno dell'elusione fiscale e della falsa certificazione d'invalidità? Chi si è occupato seriamente e in modo competente delle richieste formulate dai malati di SLA (sclerosi laterale amiorofiche), dopo le promesse del ministro della Salute Fazio? Chi ha preso in giro persino le famiglie delle associazioni di Malattie Rare?
«The answer, my friend, is blowing in the wind»: la risposta è caduta nel vento. La risposta è: nessuno.

Ecco perché andrò a Roma, io, cavaliere a rotelle di 57 anni, in dubbio perfino sul senso di questa onorificenza così importante e così inutile se nessuno mi ascolta. Andrò assieme ai miei amici di tante battaglie, incontrerò persone dignitose, cittadini forti, dalla schiena dritta, anche se deformata dalla scoliosi, dalla sedia a rotelle, da una vita in salita, sempre in salita, sempre ad esplorare il futuro, sperando sia in grado di riservare un posto dignitoso di cittadinanza. In questo Paese che amo, che è il mio Paese. E nel quale, oggi, voglio vincere una battaglia perché sia per sempre, perché sia un punto di svolta e di non ritorno. Perché non ci provino più a fare i furbi, a mettere le mani nelle tasche dei disabili ammantandosi da moralisti, perché ci ascoltino, una buona volta.
Andrò a Roma, con orgoglio, con il sorriso sulle labbra e con il cervello affilato. È giusto così.

*Testo apparso anche in «FrancaMente», il blog senza barriere di Vita.blog, con il medesimo titolo "Ecco perché sarò a Roma" e qui ripreso con adattamenti.

Tratto da superando
 
Manovra e invalidi: emendamento discriminatorio. MANIFESTAZIONE UNITARIA 7 LUGLIO Stampa l'articolo
Scritto da Administrator   
Giovedì 01 Luglio 2010 19:02
 

fish puglia   

                                      
  

Comunicato stampa

 

Manovra e invalidi:

emendamento governativo anticostituzionale e discriminatorio

 

Il Ministro dell’economia accusa le Regioni, addossando loro la responsabilità di aver fatto esplodere la spesa per le pensioni di invalidità civile e lo motiva - strumentalmente - con la cervellotica ed indimostrata correlazione con la riforma del Titolo V della Costituzione. In modo scriteriato le Regioni avrebbero approfittato della redistribuzione delle competenze per far spendere allo Stato una valanga di miliardi a favore dei "falsi invalidi".

 

Silenzio da parte delle Regioninon osano, per ora,  replicare che dal 2001 le loro competenze in materia di invalidità, con buona pace del federalismo, si siano ristrette (a favore di INPS) fino a diventare meramente ancillari di un procedimento imposto da Roma, anzi, proprio dal Ministero dell'economia.

 

La prosa e gli eccessi del Ministro sono, ancora una volta, funzionali a distrarre l'attenzione da altro. Nelle stesse ore la Commissione Bilancio del Senato  sta approvando l'emendamento di Tremonti che, contro ogni ragionevolezza, colpisce durissimamente le persone con disabilità.

 

L'emendamento del Governo, ancora sottovalutato da moltissimi analisti, crea una disparità, di dubbia costituzionalità e di incerto buonsenso, fra gli invalidi civili parziali: chi ha la "fortuna" di essere affetto da una patologia singola per la quale è prevista una invalidità del 75%, avrà l'assegno anche se non raggiunge l'85% di invalidità. Chi è colpito, invece, da due patologie o menomazioni, la cui somma dà l'80%, non ha diritto a nulla.

 

Ma ancora più grave è la modificazione dei criteri per l'indennità di accompagnamento. La nuova definizione medico-legale, particolarmente restrittiva, consentirà l'accesso a quella provvidenza praticamente solo alle persone in stato vegetativo, o poco più.

L'indennità sarà concessa solo a chi non è in grado di svolgere "il complesso degli atti elementari" della quotidianità: mangiare, bere, vestirsi, andare al bagno. Oppure a chi è immobilizzato.

 

Questo criterio crea una disperata schiera di nuovi esclusi: persone con sindrome di Down, persone che deambulano a fatica e tra mille difficoltà (amputati, poliomielitici), persone che riescono a guidare con adattamenti, probabilmente persone che lavorano, persone che riescono a vestirsi o a mangiare, ma che magari non sanno dove sono, chi sono, dove vanno. A compensare queste "accettabili autonomie", dice la relazione all'emendamento, ci sono gli ausili e gli interventi dei "servizi integrati, previsti pressoché ovunque da norme attuative specifiche".

 

"Si tratta della peggiore aggressione nella storia repubblicana alle politiche sociali di inclusione delle persone con disabilità" - rimarca Pietro Barbieri, presidente della FISH - Siamo fuori da ogni garanzia costituzionale.”"Non staremo a guardare - incalza Giovanni Pagano, presidente della FAND - Saremo in piazza il 7 luglio per far sentire ancora una volta la nostra voce."”

 

Ed è infatti confermata per il 7 luglio (in piazza Monte Citorio a Roma dalle ore 10) la Manifestazione unitaria indetta da FAND e FISH - le due Federazioni che raggruppano le maggiori e più significative associazioni italiane di persone con disabilità e dei loro familiari.

 

1 luglio 2010

Il Presidente Fish

Il Presidente Fand

Pietro Vittorio Barbieri

Giovanni Pagano

 
Non falcidiare i diritti dei disabili. Colpire i falsi invalidi Stampa l'articolo
Scritto da Administrator   
Giovedì 01 Luglio 2010 18:50
A P P E L L O
 
NULLA SU DI NOI, NIENTE SENZA DI NOI 
 
RINNOVAMENTO DEMOCRATICO
Movimento disabili, loro famiglie, cittadini solidali  per i  DIRITTI, LE PARI OPPORTUNITA', PER IL RINNOVAMENTO E LA  DEMOCRAZIA
CF: 93363130720
PER LA CORRISPONDENZA: prof. Michele Lastilla,  via Quarto n.46 - 70125 Bari 
CELL.: 334 38 19 705
E-MAIL: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
ILL.MO SIGNOR PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
ILL.MO SIGNOR PRESIDENTE DEL SENATO
ILL.MO SIGNOR PRESIDENTE DELLA CAMERA
 
Come è noto la Commissione Bilancio del Senato ha approvato l'emendamento all'art.10 del decreto legge 78/2010, relativo alla riduzione della spesa in materia di invalidità.
Il testo originario interviene sull'assegno mensile di assistenza finora riconosciuto agli invalidi civili parziali dal 74 al 99% dal diciottesimo anno di età.
Per usufruire dell'assegno di euro 256,67, 3.336,71 l'anno,  la condizione sanitaria non è sufficiente.
Il disabile deve risultare senza lavoro, essere iscritto alle liste di collocamento e non superare il reddito annuale di euro 4.408,95.
La disposizione esclude le persone che non raggiungono l'85% con patologie che  da sole non raggiungono il 74%.
La indennità di accompagnamento risulta di interpretazione ancor più restrittiva, riconoscendola a casi di estrema gravità, a chi è ridotto quasi allo stato vegetativo. Tutto al solo fine di operare tagli sul piano economico, unico e vero obbiettivo del Governo.

Chiediamo che questa disposizione non venga approvata così com'è in quanto risulta manovra insidiosa,  scaltra, puramente di natura economica e che tutta la materia venga discussa confrontando i disabili.
  
 
NULLA SI DECIDA SU DI LORO E SENZA DI LORO

 
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