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Disabili: è mobilitazione generale Stampa l'articolo
Scritto da Administrator   
Giovedì 17 Giugno 2010 19:47
Come sapete la Fish nei giorni immediatamente dopo la manovra è intervenuta con dure critiche e azioni culminate nel rifiuto da parte della commissione bilancio del senato di ricevere una sua delegazione.
E' stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e inasprire la protesta della Fish che ha sollecitato la Fand a prendere anch'essa posizione.
Dopo una serie di contatti tra Fish e Fand si è addivenuti alla decisione di promuovere una mobilitazione generale delle organizzazioni dei disabili come da noi sostenuto sin dall'inizio.
Si riporta qui il comunicato stampa.

Le organizzazioni della persone con disabilità unite in piazza contro la Manovra correttiva. Unite anche nella presentazione di emendamenti al Decreto legge all'esame del Parlamento

Ci sarà una mobilitazione unitaria: lo hanno deliberato le segreterie di FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con disabilità) e FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), le due Federazioni che raggruppano le maggiori e più significative associazioni italiane di persone con disabilità e dei loro familiari.

A cementare l'unione delle due Federazioni sono le comuni negative considerazioni rispetto ai contenuti e alla logica della Manovra correttiva, ma anche l'unanime preoccupazione per lo stigma che una campagna mediatica ha subdolamente diffuso nel Paese, equiparando brutalmente i "falsi invalidi" alla persone con reali e drammatici problemi di disabilità.

In questa azione comune - che si può considerare "storica" - FAND e FISH stanno per presentare formali emendamenti all'articolo della Manovra che riguarda le persone con disabilità.

Primo obiettivo: abrogare la disposizione che innalza la percentuale di invalidità (da 74 a 85%) ai fini della concessione dell'assegno mensile agli invalidi civili parziali (256,67 euro mensili). Una misura del tutto ininfluente per il contenimento della spesa pubblica (30 milioni di euro di risparmio) e che colpisce i "veri invalidi", privi di reddito e disoccupati.

Ma FAND e FISH entrano anche nel merito del piano di verifiche sulle invalidità (500mila controlli in tre anni) proponendo soluzioni concrete per aumentarne l'efficacia e suggerendo l'adozione di misure antielusive sulle agevolazioni fiscali riservate ai veri invalidi.

Comuni a FAND e FISH sono pure il rammarico e la delusione nel rilevare che l'attenzione politica al "mondo della disabilità" è limitata al contenimento della spesa e non piuttosto al consolidamento di politiche sociali per la non autosufficienza - il cui carico è sulle spalle delle famiglie - e per l'inclusione sociale.

La mobilitazione culminerà con una manifestazione nazionale a Roma nella mattinata del 1 luglio prossimo. Le indicazioni pratiche saranno oggetto di un successivo comunicato.

Ma una "prova generale" ci sarà anche lunedì 21 giugno, data in cui l'AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica) ha promosso una manifestazione per chiedere l'approvazione -- che si attende da due anni - dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e > l'aggiornamento del Nomenclatore Tariffario delle Protesi e degli Ausili, istanze imprescindibilmente legate alla qualità della vita, e talvolta delle stessa sopravvivenza, delle persone con grave disabilità.

All'iniziativa, a riprova di quanto siano sentiti questi bisogni, hanno già aderito una moltitudine di sigle e di organizzazioni.

Roma, 15 giugno 2010

Il Presidente Fish
Il Presidente Fand

Pietro Vittorio Barbieri
Giovanni Pagano
 
Lettera al Presidente del Consiglio Stampa l'articolo
Scritto da Administrator   
Mercoledì 09 Giugno 2010 20:41

AL PREFETTO DI GENOVA

CHIEDIAMO DI INVIARE IL DOCUMENTO AL PRESIDENTE DEL CONGIGLIO E A TUTTI I MINISTERI

DOCUMENTO PREDISPOSTO DALLA CONSULTA COMUNALE PROVINCIALE E REGIONALE PER LA TUTELA DELLE PERSONE DISABILI


Questa Consulta, verificata la situazione grave a livello complessivo della realtà delle persone disabili, ritiene di far presente quanto segue:

Scuola:  continuare a tagliare personale scolastico al sostegno degli alunni disabili ciò è veramente  inconcepibile. Abbiamo lottato una vita per l’integrazione scolastica, ed oggi  per decisione del Governo, rischiamo di ritrovarci con scuole differenziali e/o speciali. Non è accettabile che per risparmiare decida di eliminare, insegnanti di sostegno.  insegnanti di classe, precari e personale non docente.
Chiediamo di mettere in atto una politica seria e conforme alle esigenze degli alunni,  con un rapporto 1:1  insegnante alunno disabile.
Il Ministro  deve dimostrare e comprendere  i reali bisogni degli alunni disabili, e non dimenticare quanto in anni siamo riusciti a realizzare, attraverso l’inserimento dei disabili, a una corrispondente  visione pedagogica  vera e di orientamento degli alunni nel suo complesso.
L’integrazione è stata una grande conquista che nessuno può mettere in discussione da nuove Leggi,  Decreti, e Circolari  che di fatto bloccano ogni Programmazione e Progettualità Scolastica.

Sanità: siamo a livelli veramente ingiustificabili, non è possibile continuare a eliminare  finanziamenti che dovrebbero garantire una sanità,  in grado di riabilitare, in particolare a disabili gravi, che porti a miglioramenti della salute del cittadino, l’eliminazione dei fondi alle Regioni ci troveremo a doverci pagare ogni prestazione dovuta e compresa nella Costituzione.
Lo Stato concede la miserevole cifra di 246,73 euro mensili.
 Non dimenticando che certe malattie come la SLA, Alzheimer, Morbo di Parchinson, Celebrolesioni gravi, Craniolesi, Comatosi, Sindromi di varia natura genetica, Malattie Rare, ecc. tutte patologie che presentano gravità a livelli spesso ingestibili e le famiglie che si fanno carico dei  loro congiunti arrivano a momenti di esasperazione per continuare l’impossibilità di continuare di intervenire a livelli  sociali, sanitari ed assistenziali.
Non ultima e la Legge 112 pone delle questioni di gravità enormi, soprattutto di garantire nel passare all’INPS la parte delle certificazione medica. Attualmente la categoria  dei medici impongono la cifra di 120 euro a certificato.
Come può una persona colpita da  malattie invalidanti, per l’esenzione ticket o iscriversi al collocamento non avendo la possibilità di avere i soldi per pagare tali certificazioni? Questo  è mettere in difficoltà le persone disabili.
Abbiamo il dubbio  che il Ministro Brunetta, nella sua giusta battaglia sui falsi invalidi, sia invece, riuscito a colpire, invece le persone invalide vere.
Inoltre con le misure restrittive  del Governo gli utenti dovranno contribuire alle spese sanitarie per continuare a restare in strutture riabilitative, centri diurni  e residenziali, ricordando che queste strutture ospitano soggetti gravissimi, che non hanno alternative di interventi.
Vogliamo ribadire con forza che siamo contrari all’elargizione di contributi alle persone nona autosufficienti.
Se veramente si intende aiutare queste persone, riteniamo si debba di assistenza domiciliare in alternativa alla monetizzazione con interventi di almeno 3 ore al giorno..
Crediamo indispensabile sia attuare la Convenzione O.N.U   che è ferma nei meandri del Parlamento.
Siamo stanchi di continuare a sollevare questioni delle persone disabili, abbiamo bisogno di un Governo che sappia individuare i bisogni  e di concerto  operi alla tutela dei suoi cittadini  più deboli che stanno subendo ingiustizie continue.
Il voler attuare politiche che costantemente fanno soffrire persone che hanno gravi problemi di salute è veramente discriminante. Sapete cosa vuol dire avere u figlio disabile?

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La Lega per la selezione della razza in Veneto Stampa l'articolo
Scritto da Administrator   
Martedì 08 Giugno 2010 21:34
Dopo Tremonti, con le sue dichiarazioni di stampo nazista sui disabili, ora c'e' la Lega che passa al concreto.
Cos'altro deve succedere per smuovere la gente, i disabili e le loro famiglie in primis?

Veneto, no ai trapianti per gli handicap gravi 
di Maria Zegarelli

Uno scivolone, l’ennesimo, che stavolta ha fatto fare all’Italia una figuraccia davanti al mondo scientifico internazionale.
Uno scivolone e un uso maldestro - preferiamo pensarla così - delle parole e del loro significato che hanno costretto la Lega a a ingranare la retromarcia. 
Questa la storia: nell’allegato A delle «linee Guida per la Valutazione e l’assistenza psicologica in area donazione-trapianto» del marzo 2009, la Regione Veneto ha escluso dai trapianti di organo le persone con danni cerebrali irreversibili; quelle con ritardo mentale fissando il quoziente intellettivo inferiore a 50 e coloro che hanno tentato da poco il suicidio.
Fattori questi ritenuti «controindicazioni assolute».

Di questa gravissima discriminazione non se ne è fatta parola fino a quando due docenti cattolici del Gemelli di Roma, Nicola Pannocchia e Maurizio Bossola e uno psicologo dell’Università della California, Giacomo Vivanti, non hanno sollevato il caso raccontandolo su una delle più prestigiose riviste americane, «American Jorunal of Transplantation». «Non c’è nessuna prova scientifica che giustifichi l’esclusione dal trapianto delle persone con disabilità intellettiva - hanno argomentato i tre professori -, tanto più che il quoziente intellettivo, con cui si determina l’entità del ritardo mentale, non è uno strumento idoneo».
C’è chi si è chiesto se l’Allegato A non fosse il frutto di un tentativo di stabilire un improbabile quanto assurdo limite invalicabile tra il diritto al trapianto e la sua negazione spiegandolo con la limitatezza degli organi.
Ora, se è vero che può non aver senso trapiantare organi in un malato affetto da metastasi e dunque con una previsione di vita estremamente breve, è pur vero che trasferire
questo criterio a persone con un quoziente intellettivo inferiore a 50, o con un tentativo di suicidio alle spalle, assume contorni ben diversi.
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