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Affermazioni inaccettabili. Chiediamo che si faccia marcia indietro su quella percentuale Stampa l'articolo
Scritto da Administrator   
Venerdì 04 Giugno 2010 18:31
Chiediamo che si faccia marcia indietro su quella percentuale

È questa la chiara istanza che il Movimento Rinnovamento Democratico propone al Governo e al Parlamento, per far sì che venga cancellata dalla Manovra Finanziaria quella «discriminazione fra disabili attuali e disabili futuri, riconoscendo a questi ultimi gli stessi benefìci riconosciuti e confermati agli invalidi di oggi» ed evitando di danneggiare tante «persone sorde, con sindrome di Down o con disabilità psichica». Un'iniziativa riferita naturalmente all'aumento della percentuale di invalidità dal 74 all'85%, nuovo limite minimo per poter percepire l'assegno mensile di assistenza (256,67 euro), come è stato stabilito dalla recente Manovra Finanziaria

Un'istanza secca e precisa: riportare la percentuale di invalidità richiesta per poter percepire l'assegno mensile di assistenza (256,67 euro) al 74% e non collegare più «quest'obolo» - come succede oggi - all'irrisorio limite annuo di reddito di 4.378,27 euro. È questa l'iniziativa proposta dal Movimento Rinnovamento Democratico (Nulla su di Noi, Niente senza di Noi), che ha già inviato in tal senso una lettera al presidente della Repubblica, a quelli di Senato e della Camera e al ministro dell'Economia - ciò che verrà fatto nei prossimi giorni anche a tutti i parlamentari - invitando «le persone con disabilità, le loro famiglie, i cittadini, le associazioni, le organizzazioni della società civile, personalità del mondo della politica, dell'informazione» a fare altrettanto.
 
Dopo aver presentato la lettera senza troppi giri di parole («Noi siamo schierati in prima linea nella lotta ai falsi invalidi, che sono ladri dei diritti di noi veri disabili»), i responsabili di Rinnovamento Democratico prendono le mosse da una frase pronunciata nei giorni scorsi dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti e da noi stessi più volte evidenziata su queste pagine, sottolineando anche come il dato in essa riportato non sia corretto (se ne legga cliccando qui): «Questo è un Paese che ha 2 milioni e 7 di invalidi... 2.7 milioni di invalidi pone la questione se un Paese così può essere ancora competitivo»). «Per il  ministro - si scrive - gli invalidi  sono dunque persone improduttive che con la loro presenza rendono il Paese "non competitivo". Sono affermazioni di una gravità estrema, che richiamano alla memoria tristi momenti della storia del mondo e della Germania del secolo scorso».

Viene poi ripreso un argomento sul quale già Franco Bomprezzi si era soffermato nei giorni scorsi, ovvero quell'«enorme danno di comunicazione» nei confronti delle persone con disabilità e delle loro famiglie, destinato «a durare nel tempo» (se ne legga cliccando qui). Per questo il Movimento chiede «al Ministro, al Governo e al Parlamento - come riparazione del danno recato alle persone con disabilità e alle loro famiglie, ma, crediamo, anche all'Italia - dalle affermazioni del Ministro stesso e del Governo intero, di cancellare dalla manovra la discriminazione fra disabili attuali e disabili futuri, riconoscendo a questi ultimi gli stessi benefìci riconosciuti e confermati agli invalidi di oggi» e riportando al 74% la soglia per il diritto allo scarno assegno mensile di assistenza, ciò che «eviterebbe di discriminare le persone sorde, quelle con sindrome di Down o con disabilità psichica». Una discriminazione, quella fra "disabili attuali e futuri", riferita al fatto - lo ricordiamo - che il provvedimento, già in vigore dal 1° giugno, verrà applicato solo alle nuove domande. (S.B.)
 
Diamo i numeri. Quelli veri. Stampa l'articolo
Scritto da Administrator   
Venerdì 04 Giugno 2010 18:21
Diamo i numeri, quelli giusti, però! (di Franco Bomprezzi*)

Di numeri, infatti, ne sono circolati sin troppi, in questi giorni di Manovra Finanziaria, ma ben pochi si sono presi la briga di verificarli, di analizzarli al meglio, di scomporre i dati, forniti ad arte per ottenere una serie di risultati eclatanti: prima di tutto individuare un nemico comune (il "falso invalido"), in secondo luogo indicare un possibile grande risparmio "etico" (la spesa destinata a ingrassare i falsi invalidi e le loro ricche famiglie), in terzo luogo spostare l'attenzione da altre criticità della manovra, e infine precostituirsi un alibi di fronte all'eventualità, tutt'altro che remota, di non riuscire a recuperare grandi cifre da questa poderosa lotta contro i "lestofanti a rotelle" o "pseudociechi" o "falsi sordi". Ciò che resta, in realtà, è un enorme danno di comunicazione, destinato a durare nel tempo

È il momento di dare i numeri. Quelli giusti, però. Perché in questa vicenda dei tagli previsti dalla manovra economica e di pesante sottolineatura da parte del ministro Tremonti della rilevanza della spesa sostenuta per gli invalidi (altro che "persone con disabilità", siamo tornati bruscamente al "burocratese" e dunque "siamo tutti invalidi"!), di numeri ne sono circolati parecchi, grazie anche al meccanismo del "copia e incolla" dai comunicati ministeriali, una pratica evidentemente in auge nel giornalismo di informazione italiano, anche da parte di firme illustri, di fustigatori dei costumi e del malcostume.
Nessuno, infatti, si è preso la briga di verificare i numeri, di analizzare al meglio le cifre, di scomporre i dati, forniti ad arte per ottenere una serie di risultati eclatanti: prima di tutto individuare un nemico comune (il "falso invalido"), in secondo luogo indicare un possibile grande risparmio "etico" (la spesa destinata a ingrassare i falsi invalidi e le loro ricche famiglie), in terzo luogo spostare l'attenzione da altre criticità della manovra, e infine precostituirsi un alibi di fronte all'eventualità, tutt'altro che remota, di non riuscire a recuperare grandi cifre da questa poderosa lotta contro i "lestofanti a rotelle", o "pseudociechi", o "falsi sordi". Questo lo scenario, e questi i numeri.
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Affermazioni inaccettabili Stampa l'articolo
Scritto da Administrator   
Mercoledì 02 Giugno 2010 23:07
RINNOVAMENTO DEMOCRATICO
Movimento disabili, loro famiglie, cittadini solidali  per i  DIRITTI, LE PARI OPPORTUNITA', PER IL RINNOVAMENTO E LA  DEMOCRAZIA
CF 93363130720

PER LA CORRISPONDENZA:
prof. Michele Lastilla,  via Quarto n.46 - 70125 Bari 
CELL. 334 38 19 705
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Il nostro Movimento invita le persone con disabilità, le loro famiglie, i cittadini, le associazioni, le organizzazioni della società civile, personalità del mondo della politica, della informazione, a inviare alle massime cariche dello Stato la seguente denuncia-richiesta.
 

Illustrissimo Signor Presidente, illustrissimo Signor Ministro,
noi siamo schierati in prima linea nella lotta ai falsi invalidi, che sono ladri dei nostri diritti, non certo creati da noi veri disabili.
Le persone con disabilità, le loro famiglie e quanti solidarizzano con loro, esprimono indignazione e sgomento, per le dichiarazioni del Ministro Tremonti che tutti abbiamo potuto leggere e sentire riferite agli invalidi.
 
Ecco la affermazione del Ministro dell'economia:


"Sulle Regioni la riduzione è abbastanza consistente. Ma non insostenibile. Si parla di 4, 4.5 miliardi. Beh, lì cosa c'è dietro? Uno dei fenomeni che vi fanno capire perché questo continente e il nostro Paese deve cambiare: le pensioni di invalidità. Questo è un Paese che ha 2 milioni e 7 di invalidi...."  
"2.7 milioni di invalidi pone la questione se un Paese così può essere ancora competitivo". 


Per il  Ministro, dunque, gli invalidi  sono persone improduttive che con la loro presenza rendono il Paese "non competitivo".
Sono affermazioni di una gravità estrema, che richiamano alla memoria tristi momenti della storia del mondo e della Germania del secolo scorso.
 
Si chiede al Ministro, al Governo e al Parlamento, come riparazione del danno recato alle persone con disabilità, alle loro famiglie ma, crediamo, anche all'Italia, dalle affermazioni del Ministro e del Governo intero, di cancellare dalla manovra la discriminazione fra disabili attuali e disabili futuri,  riconoscendo a questi ultimi gli stessi benefici riconosciuti e confermati agli invalidi di oggi, riportando la soglia per il diritto alla misera pensione di invalidità ai livelli attuali che eviterebbe di discriminare i sordi,  le persone con sindrome di down e con deficit mentale.
 

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