Si scrive operai, si legge disabili Stampa l'articolo
Scritto da Michele Lastilla   
Domenica 16 Gennaio 2011 16:18
Cari amici, scusate se ancora una volta e martellantemente richiamo la vostra attenzione intorno alla situazione generale del Paese che tocca anche noi disabili.
Scusate se insisto nel sollecitare tutti quelli come noi a rendersi protagonisti, a svolgere un ruolo attivo in difesa dei  diritti che restano ormai e sono pochi davvero.
Scusate se sollecito tutti noi a muoverci per difendere il poco che ci è rimasto, per riappropriarci di diritti fondamentali della persona.
Scusatemi, ma  non mi stancherò mai dal farlo.
Mi direte: cosa c'è ora di nuovo?
 
C'è qualcosa di molto grave.
Mi riferisco a quanto è accaduto in Fiat, la impresa e la fabbrica per eccellenza del nostro Paese, la fabbrica storica nel bene e nel male per noi tutti e non solo per gli operai.
 
Quello che è accaduto col referendum è un fortissimo e assordante campanello di allarme anche per noi persone con disabilità.
La ragione è presto detta.
Con il referendum si è negato un principio fondamentale, quello del diritto alla rappresentanza.
Infatti, è passato il principio che la stragrande maggioranza dei lavoratori non ha più il diritto di votare i propri rappresentanti in quanto questi, così come è accaduto con il porcellum di Calderoli in materia di elezione dei parlamentari, verranno nominati dal padrone; insomma, da altri così come i candidati al Parlamento sono nominati  non già da noi con il voto di preferenza ma designati dai partiti.
Questo in poche parole si chiama delitto di libertà e di democrazia.
Significa cancellazione di diritti fondamentali della persona.
Bene: questo sta già accadendo anche per noi disabili. Si vuole trattare solo con certe associazioni più o meno amiche con cui ci si scambia molto probabilmente favori di ogni genere e si lasciano fuori dalla porta altre organizzazioni che non scendono a  compromessi o che i compromessi li fanno solo se sono a favore dei disabili, dei più deboli.
Si lasciano fuori dalla porta quelli che non si genuflettono e strisciano per i corridoi solo per ottenere finanziamento pubblico per assumere nelle loro strutture e in quelle a loro afferenti amici, parenti, suocere e consuocere.
 
Vedete quanto sta accadendo in materia di accertamento della disabilità. La macelleria sociale dell'Inps, tanto per intenderci.
Come l'Inps sono aperte tante altre macellerie sociali: i tagli, la scuola con la negazione e la forte restrizione del diritto allo studio, il lavoro, secondo cui da una mano si fa finta di dare e dall'altra si toglie due volte, la vita indipendente che, per chi disabile non è, viene giudicata impossibile e un assurdo per gli invalidi che come tali, devono restarsene a casa; anzi no, devono finire in lager, in istituti, perchè bisogna loro togliere anche l'assistenza di parenti e familiari perchè altrimenti chiedono i permessi in base alla legge 104.
Invece, i parenti dei disabili devono stare lì a lavorare, non importa se con il magone, con il dolore nel cuore. Loro non devono assistere figli e fratelli gravemente disabili. Li devono gettare nelle discariche di cronicari, cottolenghi, istituti veri lager.
E' stata approvata la convenzione dell'ONU sui diritti delle persone con disabilità. La si è fatta divenire anche legge dello Stato e questo per pura apparenza. Perchè siamo uno stato cattolico, civile, amante delle libertà, rispettoso dei più deboli e poi la si affossa con atti concreti, tagli e negazione del welfare.
Ci si preoccupa dell'eugenetica, si è contro l'aborto, si interviene nelle decisioni più intime delle persone al punto di decidere al posto loro. Al punto di decidere se accanirsi terapeuticamente o meno.
Si decide sulla vita di tante Englaro e Webly, passando come un rullo compressore sulle loro persone, sulle persone a loro vicine, al punto di decidere con la forza dello Stato, esattamente come in epoca nazista e fascista.
Cari amici, è vicina l'ora in cui ci sentiremo dire, in cui i genitori dei disabili si sentiranno dire: ma cosa volete da vostro figlio, ma di quale vita indipendente sarà capace, ma quali sciocchezze ci venite a dire?
Mettetelo in sicurezza.  Mandatelo in istituto. Fatelo entrare lì e vedrete che si prenderanno cura di lui dalla culla alla morte. 
Di lì non uscirà più, perchè il disabile sarà svuotato di ogni volontà, di ogni capacità, non saprà lottare per vivere, esattamente come accade ora per molti che si affidano mani e piedi alle associazioni e non svolgono ruolo di controllo, di protagonismo.
Non sono soggetti attivi se non per chattare col pc e usare cellulari o lettori di vario tipo.
Questo non è l'uso più corretto del pc e della informatica. 
La  informatica deve essere uno strumento, una occasione per la emancipazione culturale, sociale, lavorativa, per lo studio, per la propria autonomia.
Non più  tardi di ieri, una nostra attivista del movimento che chiedeva un incontro per discutere della accessibilità degli elettrodomestici a chi non vede, si è sentita rispondere da una assistente sociale che il forno a microonde con sintesi vocale non viene dato dal nomenclatore perchè altrimenti si fa un danno alla intelligenza del disabile.
Dice costei che i ciechi devono usare la intelligenza e ingegnarsi come possono per capire se un cibo è cotto o meno, se la temperatura è quella giusta o meno.
Come fare? Togliendo e rimettendo i cibi nel forno fino a bruciarli se sono sfortunati.
Ma vi sembra rispettoso della intelligenza nostra una simile impostazione del problema e una simile risposta?
Cari amici, non mi stancherò mai di spronarvi a muovervi e venire con noi del movimento che lottiamo quotidianamente per i diritti.
Proverete anche la soddisfazione di non essere considerati poverini che se ne stanno a casa tanto a loro  pensano le associazioni di disabili amiche dei politici e qualche ente religioso dove magari se incontrano un prete che gli prude potranno anche conoscere cosa significa fare sesso.
I nostri diritti da oggi sono più in pericolo. Come  si può rimanere indifferenti e starcene a giochicchiare con i ritrovati della tecnica o accontentarci di qualche uscita in città o di qualche gita a un grande centro commerciale per provare la sensazione di buoni odori, di suoni, di brusio?
E' l'ora che la nostra sveglia sta suonando ripetutamente.
Rendiamoci protagonisti. Venite con noi di Movimento Rinnovamento Democratico. Vi assicuro che vi divertirete anche e andrete a letto la sera più contenti di aver fatto sentire la nostra presenza, la vostra presenza, e  di esserci resi visibili come uomini, come donne, come giovani disabili, sorprendendoli per la nostra vivacità e voglia di vivere e, soprattutto, dando loro una lezione su come siamo, su cosa sappiamo e possiamo fare, sulle nostre capacità.
Cose che loro non immaginavano perchè di noi hanno tutt'altra idea. Hanno la convinzione che siamo esseri senz'anima, senza volontà, senza capacità, senza produttività, insomma esseri fastidiosi ai loro occhi e alle loro orecchie.
Siamo insomma per costoro i loro moscerini che devono scacciare perchè li disturbiamo. Sì, siamo il loro disturbo, il loro fastidio, perchè noi gli mettiamo davanti che esiste la disabilità, che esiste la disabilità grave che loro non vogliono conoscere, che loro vogliono evitare di vedere perchè gli rovina la giornata, perchè non li fa vivere allegri.
Per loro la vita è bella e distolgono lo sguardo da ciò che li richiama alla realtà.

Amici, svegliamoci e aderite al Movimento Rinnovamento Democratico per aiutarci a essere attivi e protagonisti del nostro futuro che è davvero in gravissimo pericolo. Ci stanno rigettando all'ottocento.