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I tagli sul sociale a Regioni e Comuni Stampa l'articolo
Scritto da Administrator   
Giovedì 14 Gennaio 2010 09:48
Un'analisi sulla Finanziaria per il 2010
(di Franco Pesaresi)

Ed è un'analisi che porta a una conclusione difficilmente contestabile: si tratta infatti di tagli pesanti, anche alla luce delle attuali necessità del Paese, che condurranno fatalmente a una riduzione dei servizi sociali da parte dei Comuni e a un aumento delle quote di partecipazione alla spesa a carico degli utenti.
In altre parole, nel momento in cui servirebbero più risorse da dedicare al settore sociale, per compensare una grave crisi economica, tali risorse vengono ridotte, contribuendo ad acuire gli effetti della crisi stessa sulle famiglie italiane più fragili.

Dopo il taglio di oltre mezzo miliardo di euro operato dalla Finanziaria per il 2009, prosegue anche con la Legge Finanziaria per il 2010 il taglio ai fondi per il sociale erogati a Regioni e Comuni.
Il provvedimento in oggetto, innanzitutto, non prevede più alcun finanziamento (nel 2009 erano 100 milioni di euro) per il Piano Straordinario Servizi Socio-Educativi per la Prima Infanzia, che è stato decisivo per sviluppare l'offerta di asili nido in Italia.
Dopo un gran parlare, dunque, di politiche per aiutare le famiglie, si interviene negativamente su uno dei pochi fondi in grado di agire efficacemente nel supporto a quelle famiglie dove entrambi i genitori lavorano.

Ancora una volta, poi, il taglio più rilevante della Finanziaria per il 2010 colpisce il sostegno principale del sociale,  costituito dal Fondo Nazionale per le Politiche Sociali, ridotto costantemente in questi ultimi anni - nella parte destinata alle Regioni - fino ad arrivare agli attuali 171 milioni.
In questo caso il taglio è di 299 milioni, vale a dire ben due terzi dell'intero finanziamento.
Si tratta di una pesantissima decurtazione che potrebbe essere compensata da un Fondo di pari importo recentemente istituito dall'articolo 9 bis del Decreto Legge 78/09 (convertito nella Legge 102/09).
Tale norma, anticipando l'attuazione delle misure connesse alla realizzazione di un sistema di federalismo fiscale, stanzia 300 milioni di euro «per le attività di carattere sociale di pertinenza regionale», allo scopo di assicurare la tutela dei diritti e delle prestazioni sociali fondamentali su tutto il territorio nazionale.
Il condizionale è d'obbligo perché la norma è nuovissima e la sua formulazione lascia ancora insoluti diversi dubbi. Infatti, in relazione alle modalità di riparto di questo Fondo, si dice che esso farà riferimento all'«ammontare dei proventi spettanti a Regioni e Province autonome, ivi compresi quelli afferenti alla compartecipazione ai tributi erariali statali, in misura tale da garantire disponibilità finanziarie complessivamente non inferiori a 300 milioni di euro annui e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Che cosa significano queste ultime parole?
Forse che a fronte di questo finanziamento dedicato al sociale ci saranno riduzioni nelle quote di compartecipazione erariale di competenza regionale?

Spiace infine rilevare che in un momento di crisi occupazionale come questo e di difficoltà delle famiglie, il Fondo Nazionale per il Sostegno all'Accesso alle Abitazioni in Locazione (Legge 431/98) tocchi il minimo storico, registrando un'ulteriore riduzione di 18 milioni di euro, fermandosi cioè a 144 milioni (nel 2000 erano ben 362).
Con tali risorse - va ricordato - gli Enti Locali aiutano i nuclei familiari più poveri a pagare il canone di locazione.
La costante riduzione del finanziamento, quindi, non fa che rendere ancor più pesante una situazione che vede, soprattutto nelle aree metropolitane, il numero delle domande di contributo in aumento nel tempo e, parallelamente, la costante diminuzione del grado di copertura del contributo erogato.

Nel complesso, dunque, le risorse statali per il sociale che verranno erogate nel 2010 alle Regioni - e poi attraverso queste ai Comuni - diminuiranno di 117 milioni di euro, che potrebbero diventare 417 se il nuovo Fondo "federalista" non dovesse avere la destinazione che abbiamo previsto.
Si tratta di decisioni governative che vanno in controtendenza rispetto alle necessità attuali del Paese. Come è noto, infatti, buona parte di queste risorse sono destinate ai Comuni che le utilizzano per finanziare i servizi sociali.
Il risultato complessivo di questi tagli dei finanziamenti statali per il sociale - che si assommano drammaticamente a quelli del 2009 e del 2008 - porterà dunque a un impatto dirompente sulle politiche sociali dei Comuni, con una riduzione dei servizi sociali e un aumento delle quote di partecipazione alla spesa a carico dell'utente.
In altre parole, nel momento in cui servirebbero più risorse da dedicare al settore sociale, per compensare una grave crisi economica, tali risorse vengono ridotte, contribuendo ad acuire gli effetti della crisi stessa sulle famiglie italiane più fragili.

Franco Pesaresi è Presidente dell'ANOSS  (Associazione Nazionale Operatori Sociali e Sociosanitari). http://www.anoss.it

(Tratto da Superando.it)