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Sos inaccessibile superstrada 36: disabile bloccato Stampa l'articolo
Scritto da Administrator   
Martedì 12 Gennaio 2010 23:15
Il Giorno del 12-01-2010

BELLANO (LECCO).
Per un'ora fermo sul ciglio della Superstrada 36 chiedendo aiuto alle auto di passaggio perchè con la sedia a rotelle non è possibile arrivare alle colonnine Sos. Questa la drammatica e incredibile vicenda accaduta domenica pomeriggio nel tratto di Superstrada tra Dervio e Bellano dove un automobilista disabile è rimasto in panne con la propria auto. Un problema meccanico che si è trasformato in una vera e propria odissea per il trentenne. 
L'auto rotta ha costretto il giovane a fermarsi in una piazzola di emergenza nelle gallerie tra Dervio e Bellano, dove però non c'è la copertura telefonica dei cellulari. Il disabile è quindi sceso dall'auto, ha preso la sua sedia a rotelle e si è spostato verso la colonnina Sos. Qui l'amara sorpresa dell'impossibilità di raggiungere il telefono d'emergenza per chiedere aiuto. Infatti il guard rail realizzato per limitare i danni in caso di incidenti finisce contro un marciapiedi alto venti centimetri è quindi impossibile passare con la sedia a rotelle. Il giovane disabile non ha potuto fare altro che mettersi sul ciglio della strada e gesticolare per cercare l'aiuto di qualche automobilista. Una richiesta di soccorso vana per quasi un'ora perchè nessuno si fermava. Poi fortunatamente è passata un'ambulanza della Croce Rossa di Colico che era intervenuta su un incidente e che stava ritornando alla sede non essendoci feriti. «Abbiamo visto il ragazzo sulla sedia a rotelle - spiegano i volontari della delegazione guidata da Franco De Poi - che gesticolava. Purtroppo lo abbiamo visto all'ultimo momento e non era possibile fermarsi. Abbiamo proseguito fino allo svincolo di Bellano e chiamato la centrale operativa del 118 dicendo quello che stava succedendo e chiedendo il permesso di rifare il giro e prestare soccorso». I volontari della Cri di Colico sono in breve tornati sul posto e spiegano: «Un minuto prima del nostro arrivo si era fermato un automobilisti a. L'unico che ha avuto sensibilità. Il ragazzo disabile ci ha detto di essere rimasto li per quasi un'ora cercando di farsi aiutare». Un episodio grave che mette in luce l'inadeguatezza di molte strutture pubbliche ed Ernesto Ghilotti responsabile dell'Anglat, Associazione nazionale guida legislazioni andicappati trasporti, afferma: «L'ennesima dimostrazione che a parole c'è tanta sensibilità verso i disabili ma alla resa dei conti c'è tanto menefreghismo e si costruiscono barriere insormontabili senza pensare a chi può trovarsi con una sedia a rotelle». In questo caso l'ostacolo impossibile da superare è il guard rail e Ghilotti spiega: «È stato messo per evitare che chi sta usando la colonnina Sos venga magari colpito da un'auto che sbanda. Ma dimostra l'assoluta mancanza di progettualità. Questa strada è stata fatta 20 anni fa e non ci hanno pensato allora, ma adesso le cose dovrebbero essere un po' diverse. La prima cosa assurda è che hanno messo le colonn ine sul muro dal lato in cui procedono le auto, quindi se qualcuno sbanda va a schiacciare chi è al telefono Sos. Ma c'è tutto il marciapiedi e non c'è lo scivolo per salire e comunque lo spazio tra il guard rail e il muro è troppo stretto». Ghilotti non si limita a criticare mettendo in evidenza gli errori ma da un valido consiglio: «Non servono milioni di euro e basta ragionare due secondi per capire che basta tirare trenta metri di filo e spostare la colonnina Sos sul lato opposto della piazzola d'emergenza, in questo modo non c'è il rischio che le auto travolgano chi è al telefono, si può quindi eliminare il guard rail e permettere, realizzando una rampetta in cemento, l'accesso anche alle persone disabili». Il responsabile dell'Anglat sul territorio sottolinea che «la carenza grave è comunque che non c'è il segnale per il cellulare. Il ragazzo a cui si è rotta l'auto avrebbe potuto chiamare con il telefonino e tutto si sarebbe risolto, invece non c'è cope rtura ed è dovuto succedere questo episodio increscioso». La mancanza di sensibilità verso le problematiche dei disabili è secondo Ghilotti un problema enorme che viene affrontato solo di fronte a casi eclatanti «ma ogni giorno ci sono persone che parcheggiano sul posto riservato ai portatori di handicap e anche la Polizia locale spesso lascia correre, stesso discorso per le stazioni ferroviarie dove non ci sono montascale o ascensori per arrivare ai sottopassaggi. Anche in questi giorni con la neve si è visto che viene buttata sui marciapiedi e lasciata li accumulata. Le persone a piedi passano a fatica ma passano, i disabili non possono più muoversi». Lo stesso Ghilotti non nasconde però anche l'amarezza per l'abuso dei contrassegni per disabili affermando: «Mi rammarica tanto vedere che spesso sono i famigliari dei disabili che abusivamente usano il contrassegno per mettere l'auto sui parcheggi riservati. Lo vediamo nei parcheggi dei paesi ma anche all'Iperal ch e viene considerata terra di nessuno e quindi si parcheggia al posto del disabile solo per essere più comodi con la spesa».

di Stefano Cassinelli